The Doors tornano con un nuovo doppio album dal vivo, Unbound and Dangerous, curato dai membri superstiti Robby Krieger e John Densmore insieme allo storico ingegnere del suono della band Bruce Botnick. Il disco raccoglie 16 incisioni provenienti dal tour del 1970 e sarà pubblicato il 23 ottobre in doppio LP, CD, Blu-ray e streaming.
Il materiale arriva dal cosiddetto Roadhouse Blues Tour, la tournée successiva all’uscita di Morrison Hotel, quinto album dei Doors e punto di ritorno verso una dimensione più diretta e viscerale dopo le sperimentazioni di The Soft Parade. È anche lo stesso ciclo di concerti documentato da Absolutely Live, l’unico album dal vivo pubblicato dai Doors mentre Jim Morrison era ancora in vita.
Le registrazioni di Unbound and Dangerous provengono dai concerti di New York, Philadelphia, Pittsburgh e Detroit, tutte fonti già utilizzate per Absolutely Live, con una particolare presenza del materiale newyorkese. Fa eccezione Soul Kitchen, registrata il 21 luglio 1969 all’Aquarius Theatre di Hollywood.

Jim Morrison e il mito del pericolo
Il titolo Unbound and Dangerous riprende uno degli aspetti più persistenti dell’immaginario dei Doors: la loro fama di band pericolosa e, soprattutto, quella di Morrison come performer disposto a spingersi oltre i limiti della situazione.
Nelle note di copertina, curate da Krieger, Densmore e Botnick, i tre tornano proprio su questo tema. Per Densmore, Morrison era «talentuoso e pericoloso» e sembrava voler mettere continuamente alla prova ciò che lo circondava. A sedurlo, racconta il batterista, erano soprattutto le parole del cantante e l’idea di libertà che portavano con sé.
Krieger offre invece una lettura più disincantata. Il chitarrista non è convinto che i Doors fossero davvero considerati pericolosi e ricorda come, in un’America segnata dalla guerra del Vietnam e dagli sconvolgimenti politici e sociali della fine degli anni Sessanta, ci fossero minacce ben più concrete della band. I momenti in cui il gruppo si sarebbe avvicinato maggiormente a quella dimensione, secondo Krieger, furono piuttosto quelli in cui il pubblico perse il controllo, come accadde a Miami o Cleveland.
Per Botnick, infine, il concetto di pericolo coincide soprattutto con quello di emozione. Il pubblico arrivava ai concerti dei Doors cercando proprio quella tensione e Morrison, secondo l’ingegnere del suono, sapeva leggere la sala e capire fino a dove potersi spingere.
È anche questo il punto di contatto più interessante con la figura di Morrison sedimentata nei decenni successivi, fino ad Oliver Stone con The Doors: il cantante come incarnazione di un’idea di libertà e, contemporaneamente, come figura sulla quale il mito ha finito per proiettare un’immagine molto più estrema della realtà della band.
La tracklist di Unbound and Dangerous
Il doppio vinile di Unbound and Dangerous sarà articolato in quattro lati e comprenderà, tra gli altri, Break On Through (To The Other Side), When The Music’s Over, Roadhouse Blues, Alabama Song (Whisky Bar), Back Door Man, Five to One e Light My Fire. Chiudono la scaletta Crawling King Snake, Soul Kitchen, Bring Out Your Dead e The End.
Lato 1
Introduction
Dead Cats, Dead Rats
Break On Through (To The Other Side)
When The Music’s Over
Lato 2
Roadhouse Blues
Alabama Song (Whisky Bar)
Back Door Man
Five to One
Build Me a Woman
Lato 3
Petition the Lord with Prayer
Light My Fire
Crawling King Snake
Soul Kitchen
Lato 4
Bring Out Your Dead
The End
Thank You and Good Night
The Doors di Oliver Stone torna al cinema
A proposito del mondo dei Doors, è tornato recentemente al cinema l’omonimo The Doors di Oliver Stone, il film del 1991 con Jim Morrison interpretato da Val Kilmer. La pellicola è stata riproposta nelle sale italiane in versione restaurata 4K e con audio Dolby Atmos il 13, 14 e 15 luglio.