Alanis Morissette ha denunciato in un tribunale federale di Los Angeles la sua ex tour manager Keren Urinov, accusandola di aver orchestrato una campagna di ricatto basata sulla minaccia di coinvolgere la cantante in false accuse di possesso e traffico di droga.
La causa, depositata martedì e riportata da Rolling Stone, ricostruisce una vicenda iniziata nel 2025, quando Urinov sarebbe stata fermata e sottoposta a un controllo in un aeroporto britannico mentre viaggiava con Morissette e il suo entourage verso la Spagna, dove la cantante era attesa per un concerto.
Il fermo negli aeroporti britannico e spagnolo
Secondo quanto sostiene la denuncia, le autorità britanniche avrebbero trovato nella borsa di Urinov marijuana e xylazine, un farmaco veterinario talvolta utilizzato illegalmente come sostanza psicoattiva. Durante l’interrogatorio, la tour manager avrebbe dichiarato agli agenti che la borsa e il suo contenuto erano suoi, mostrando inoltre una licenza israeliana per l’uso medico della cannabis. Sarebbe stata quindi rilasciata.
La stessa situazione si sarebbe ripetuta in Spagna, dove Urinov sarebbe stata nuovamente fermata. Anche in quell’occasione, secondo la versione contenuta nella causa, avrebbe detto alle autorità che la borsa e le sostanze appartenevano a lei.
La vicenda avrebbe preso una piega diversa dopo la conclusione del tour. Urinov e il suo legale avrebbero infatti iniziato a inviare a Alanis Morissette una serie di lettere con richieste sempre più onerose e minacce di azioni legali. Secondo la denuncia, alla cantante sarebbe stato chiesto di dichiarare alle autorità britanniche che la droga apparteneva a lei, evitando così ulteriori conseguenze per l’ex tour manager.
La richiesta di un contratto di 15 anni
In alternativa, sostiene Morissette, Urinov avrebbe proposto di chiudere la questione attraverso un contratto di lavoro della durata di 15 anni. L’accordo avrebbe previsto un impiego a tempo pieno, un compenso significativo, aumenti annuali e bonus. Tra le richieste ci sarebbe stata inoltre quella di pagare un avvocato specializzato in immigrazione per Urinov.
Di fronte al rifiuto della cantante, l’ex tour manager e il suo avvocato avrebbero inviato una nuova comunicazione, che Morissette interpreta come una minaccia di accusarla di traffico di droga. La cantante sostiene di aver presentato la causa controvoglia, consapevole del rischio che la vicenda potesse generare nuovi attacchi alla sua reputazione.
Nel documento depositato a Los Angeles, Morissette definisce le richieste ricevute «patently frivolous» e sostiene di non aver avuto altra scelta che rivolgersi al tribunale per tutelarsi da accuse che considera prive di fondamento. Le accuse contenute nella denuncia rappresentano, al momento, la versione di Alanis Morissette; la vicenda dovrà essere accertata nel corso del procedimento.