David Gilmour ha recentemente rivelato di “non sentirsi più a suo agio nel cantare” alcuni dei brani storici dei Pink Floyd. Questo annuncio arriva in un momento cruciale per il chitarrista, che sta per tornare sul palco dopo otto anni di assenza, con una serie di concerti che lo vedranno protagonista anche in Italia.
In un’intervista con Mojo, Gilmour ha confessato che tre canzoni iconiche della band non faranno parte della scaletta del tour. “Ci sono brani del passato che non mi sento più a mio agio nel cantare,” ha spiegato. “Amo Run Like Hell, ho amato la musica che ho creato per quel pezzo, ma quel ‘You’d better run, run, run…’ lo trovo ora, non so… un po’ spaventoso e violento”.
“Another Brick In The Wall è un altro brano che non suonerò,” afferma il chitarrista. “Non penso di averlo mai fatto con la mia band, ma sicuramente l’ho fatto con i Pink Floyd post-Roger, contro il mio stesso giudizio. Lo stesso vale per Money. Non lo suonerò. Intendo attenermi ai brani che sono essenzialmente la mia musica e di cui sento una certa proprietà, ovvero Comfortably Numb, Wish You Were Here, Shine On You Crazy Diamond, forse…”.
A proposito di Comfortably Numb, Gilmour è featurer nella versione del brano proposta dai Body Count, la storica band rap-metal guidata da Ice-T, una riflessione su un mondo che ci anestetizza ogni giorno di più.
La promozione di Luck and Strange
Luck and Strange è uscito da alcuni giorni, e persino un’esibizione improvvisata in un pub vicino a Brighton è diventata un’occasione per promuovere l’album. Protagonista della serata al Neptune di Hove è stata Romany Gilmour, raggiunta inaspettatamente dal padre, che si trovava nei paraggi per le prove del suo tour. Con una chitarra acustica in mano, i due hanno eseguito Wish You Were Here, mentre Romany scherzava: «Sei venuto con la chitarra, vuoi salire sul palco e rubarmi la scena? Perfetto». Gilmour ha apprezzato l’atmosfera creata: «È stato bello imbucarmi al concerto di Romany al Neptune di Hove dopo le prove del tour».
Un nuovo capitolo artistico
Per David Gilmour, Luck and Strange – recensito su queste pagine da Andrea C. Soncini – rappresenta una nuova tappa artistica, un disco che ha definito (anche se poi ha fatto marcia indietro) la sua miglior prova dai tempi di The Dark Side of the Moon. In un’intervista recente, ha ammesso di non riascoltare mai quel capolavoro, affermando: «Vuole sempre guardare avanti», spiegano fonti vicine, «pensa al prossimo album, non a quelli passati. Ora è più concentrato sulla famiglia e sul presente». Tuttavia, non nega il valore di quel disco leggendario: «Perché è un disco così perfetto? Perché eravamo dei geni. Lo troverei magnifico, se solo lo riascoltassi».
Il rapporto con Roger Waters e le tensioni passate
Nonostante l’attenzione sia rivolta al futuro, il rapporto con Roger Waters continua a essere un argomento delicato. Lo scorso anno, Gilmour e la moglie Polly Samson hanno accusato Waters di antisemitismo. Riguardo al suo ex collega, Gilmour ha commentato seccamente: «Parlare di lui mi annoia. Lo farò un giorno, ma non ora». Ha anche aggiunto: «Waters ha lasciato la nostra band quando avevo una trentina d’anni, e ora che sono piuttosto vecchio, non ha più molta rilevanza. Non conosco davvero il suo lavoro da allora».
Il tour: sei date in Italia
Il tour in supporto a Luck and Strange di David Gilmour partirà dall’Italia, con sei date programmate al Circo Massimo di Roma il 27, 28 e 29 settembre e l’1, 2 e 3 ottobre. La prevendita generale è già attiva, ma i prezzi dei biglietti hanno sollevato qualche polemica tra i fan.