David Gilmour si sta facendo una gran promozione di Luck and Strange, il nuovo album in arrivo a settembre. Lo ha definito la sua miglior prova dai tempi di The Dark Side Of The Moon. Chissà se per attirare l’attenzione di Roger Waters. Ora, condividendo il nuovo singolo Dark And Velvet Nights, si racconta al Venerdì di Repubblica, con nuove curiosità.
Sul terzo singolo dopo The Piper’s Call – dove quel Piper sta proprio per la prima mente creativa del gruppo, Syd Barrett – e Between Two Points (e il brano già condiviso ai tempi della pandemia, Yes, I Have Ghosts) si può dire che è un blues nerboruto, ben cadenzato, con un organo Hammond che accompagna i refrain di chitarra. È un brano pinkfloydiano, sì, ma di quelli che sono stati i suoi Pink Floyd.
La musica è nata all’improvviso. Trovare quel ritmo è stato incredibilmente emozionante. Polly mi aveva regalato una bellissima poesia per il nostro anniversario di matrimonio, e quella poesia era proprio sulla scrivania accanto a me. Così, l’ho presa e l’ho cantata sulla traccia per vedere come suonavano musica e testo. L’ho fatta ascoltare a Polly. E lei mi fa: ‘È bella, fantastica, ma dovrò lavorarci un po’ sopra’. Ha aggiunto qualche strofa, e così è nata la canzone, quasi per caso
David Gilmour
Sulle colonne del quotidiano nazionale, Gilmour ha tirato di nuovo in ballo Dark Side Of The Moon, uno degli album più venduti di tutti i tempi. Afferma di non riascoltarlo mai, ma del resto è del nuovo disco che vuol parlare. «Vuole guardare sempre avanti – dice – pensa al prossimo disco, non ha quelli che lo hanno preceduto. È inoltre più interessato alla famiglia e al presente che non al passato. Ciononostante, non fa critiche all’album: “Perché è un disco così perfetto? Perché eravamo dei geni. Lo troverei magnifico se solo lo riascoltassi”.
I Concerti al Circo Massimo
L’intervista sul Venerdì è infine la scusa per ribadire i concerti che attendono il chitarrista al Circo Massimo di Roma il 27, 28 e 29 settembre e l’1, 2 e 3 ottobre.
La prevendita generale è già partita e i prezzi dei biglietti hanno già sollevato discussioni tra i fan. Nel frattempo, è uscita su Spotify, David Gilmour Top Tracks, una selezione di brani che potrebbero essere presentati durante i live.
La playlist comprende estratti dagli album solisti, in particolare Rattle That Lock, e versioni dal vivo di canzoni dei Pink Floyd (High Hopes, Fat Old Sun, Run Like Hell, One Of These Days, Echoes, Wish You Were Here, Comfortably Numb). Non manca neppure un estratto dal progetto collaborativo con gli Orb, Metallic Spheres (nella versione remissata e reinterpretata del 2023).
Il live
In una recente intervista concessa ad Uncut, Gilmour ha ammesso di essere poco propenso a suonare dal vivo il repertorio degli anni ’70 dei Pink Floyd, da sempre il piatto forte dei tour dell’ex compagno Roger Waters al cui indirizzo, anche in tempi recenti, non sono mancate critiche feroci da parte del chitarrista.
Di sicuro eseguirà un brano dal debut (probabilmente Astronomy Domine), oltre a proporre una selezione di canzoni da A Momentary Lapse of Reason e The Division Bell, ovvero quelli in cui a tirare le fila era proprio lui. Non mancherà High Hopes giudicata in assoluto tra le cose migliori della band.
Riguardo alla formazione che lo accompagnerà, accanto a Guy Pratt e alle Webb Sisters, che sono state le coriste degli ultimi tour di Leonard Cohen, ci saranno “alcuni giovani musicisti” a cui il chitarrista ha concesso maggiore spazio per esprimersi e questo per contrastare ciò che era accaduto nel tour precedente dove «tutto stava diventando troppo meccanico e alcuni di loro sarebbero stati meglio in una tribute band dei Pink Floyd».
Luck and Strange
David Gilmour ha registrato Luck and Strange nell’arco di cinque mesi a Brighton e a Londra, con il produttore Charlie Andrew (degli Alt-J) e un gruppo di musicisti che comprende Guy Pratt e Tom Herbert al basso, Adam Betts, Steve Gadd e Steve DiStanislao alla batteria, Rob Gentry e Roger Eno alle tastiere e gli arrangiamenti di archi e cori di Will Gardner.
La traccia che dà il titolo all’album vede anche la partecipazione del compianto tastierista dei Pink Floyd, Richard Wright. La sua parte è stata registrata nel 2007 durante una jam in un fienile a casa di Gilmour.
Il primo estratto dal disco che segna il ritorno dell’ex Pink Floyd è The Piper’s Call e prosegue quella che è ormai una tradizione: citare Syd Barrett e la sua vicenda come archetipo.
Luck and Strange nasce dalla quarantena del 2020 e del 2021, durante la quale Gilmour e la sua famiglia si sono intrattenuti esibendosi insieme in diversi livestream. «È scritto dal punto di vista dell’età avanzata; la mortalità è la costante», ha spiegato Polly Samson, moglie di Gilmour, che ha aggiunto: «Abbiamo trascorso molto tempo durante e dopo la quarantena parlando e pensando a questo tipo di cose».
La famiglia Gilmour al completo
In linea con il tema, Gilmour si è appoggiato alla sua famiglia per la realizzazione di Luck and Strange. Samson ha composto la maggior parte dei testi dell’album; sua figlia, Romany, canta e suona l’arpa in Between Two Points; suo figlio, Gabriel, canta le parti vocali di sottofondo; e l’altro figlio, Charlie, ha contribuito al testo della canzone Scattered.
«Polly e io scriviamo insieme da più di trent’anni e i live stream di Von Trapped hanno mostrato l’ottimo connubio tra la voce e l’arpa di Romany e questo ci ha portato a scardinare alcuni dei vincoli del passato a cui mi sentivo legato e a poter infrangere quelle regole e fare tutto quello che mi andava di fare, e questa è stata una gioia», ha detto Gilmour.
Oltre alle otto nuove canzoni, la tracklist contiene una cover di Between Two Points del gruppo indie pop britannico The Montgolfier Brothers. L’artwork dell’album è stato fotografato e concepito da Anton Corbijn.
Su SA trovate il videoclip dell’ultimo brano di Gilmour, Yes, I Have Ghosts, e le recensioni dei suoi ultimi due album di inediti, Rattle That Lock e On An Island.
