Unendosi ai numerosi omaggi rivolti a Mark Lanegan, Barrett Martin, batterista degli Screaming Trees, ha iniziato a condividere via Facebook una serie di capitoli sulla vita della band, risalenti ai tempi in cui era in attività negli anni ’90, mettendo al centro una ricca aneddotica su colui che ne era la voce.
Il 4 marzo è stato condiviso Mark On A Moped, ovvero “Mark sul motorino”, epico racconto di come la band sfangò una serata a Trieste nata sotto i peggiori auspici, tra fulmini e tuoni, ricatti di promoter mafiosi e un frontman presentatosi in sella a un motorino scassato assieme a uno studente conosciuto un anno prima a Ljubljana e incontrato per caso nello stesso bar in cui si stava ubriacando – preparandosi oppure scordandosi dello show.
Sai com’è, all’epoca quando suonavi in Italia avevi a che fare con questi promoter che sembravano tutti mafiosi. Gente che ti parlava delle loro famiglie allargate in giro per il Paese e che faceva sentire le band come degli impiegati piuttosto che degli artisti. Ecco perché disprezzo i mafiosi in generale, non hanno classe, sono soltanto boriosi hillbillies vestiti con completi di Armani… ….per farla breve questi mafiosi iniziarono a ricattarci dicendoci che avremmo dovuto suonare sotto i fulmini con o senza Mark, altrimenti sarebbero stati guai anche per i restanti show nel paese. Non ci siamo fatti intimidire, del resto eravamo ben piazzati e loro mingherlini. Sta di fatto che volevamo fare lo show. Prenderci i soldi e andarcene a fanculo alla prossima città in cui suonare. Avevamo solo bisogno di Mark… …quella sera eravamo pronti a iniziare il concerto in trio e dal nulla vediamo lui in sella a un motorino che attraversa le porte del castello in cui dovevamo esibirci. Era ancora bello ubriaco. E non stava guidando una Vespa da figo ma un motorino scassato. Potete immaginare lo spettacolo che ci si è parato davanti? No, non potete… …Dunque, Mark arriva che ancora stava ridendo a bordo di questa motoretta che viene parcheggiata dietro la batteria. Alla guida c’era questo studente che aveva conosciuto l’anno precedente a Lubiana, durante tour degli Skin Yard. Studente che aveva incontrato per caso nel bar in cui stava bevendo e che si era offerto di portarlo fin lì. Lo show andò bene, senza intoppi nonostante i fulmini ci stessero letteralmente circondando. Abbiamo finito il concerto nei tempi concordati per contratto, incassando il compenso e ripiegando poi in Hotel per riposarci. Il giorno dopo dovevamo essere a Roma. Un viaggio di 7 ore che nessun motorino avrebbe mai coperto. Ci assicurammo che Mark fosse nel Van quando siamo partiti…
Barrett Martin
Di ieri 7 marzo è invece Beneath The Underdog: The Making Of Sweet Oblivion, terzo dei racconti condivisi finora avente come oggetto la realizzazione dell’omonimo album, Sweet Oblivion, il lavoro che si rivelerà il bestseller tra tutti quelli pubblicati dal gruppo. Come fa Mark ad avere quella voce particolare nel disco? Merito di Don Fleming e del suo whiskey.
Al tempo, la nostra filosofia era quella di approcciare ogni canzone singolarmente. Dovevamo prima di tutto metterci al servizio della canzone. Il che generalmente significava semplificare le nostre parti e suonare con maggiore afflato ed emozione invece di essere tecnicamente perfetti… …registravamo le parti ritmiche dal vivo come una band e Mark registrava le sue parti che poi avrebbe ri-registrato dopo che avevamo scelto le final take di ciascun pezzo. Di solito per arrivare alla basic track facevamo prima 3 o 4 take e questo perché eravamo ben affiatati. Alle volte la magia era già lì dopo due… …I nostri fan lo sanno, i Trees avevano a che fare con l’anima. E quello è diventato il nostro benchmark: questo pezzo ha l’anima dentro o no? Dopo aver completato le basic track, Lee faceva qualche overdub di chitarre, ma non molti… …io registravo qualche percussione a mano, roba semplice, e Mark faceva la sua performance finale dopo aver bevuto un sorso di whiskey che Don Fleming gli somministrava a piccole dosi. La teoria di Don era che il whiskey gli avrebbe scaldato l’ugola, increspandogli leggermente la voce. A Mark non piaceva il whiskey, beveva soltanto gin, ma le parti vocali per Sweet Oblivion sono le migliori della sua lunga e variegata carriera. E quelle, combinate con la passione della band, hanno conferito al disco la caratura di classico senza tempo
Barrett Martin
Tra i numerosi artisti che hanno voluto omaggiare il compianto rocker anche Isobel Campbell, che gli ha dedicato una lettera aperta, ma anche Courtney Love (con polemica), Nick Cave e Eddie Vedder. Nelle settimane precedenti la morte, il cantante e Joe Cardamone avevano girato il video di Traction // Manifesto, tratto dall’album Dark Mark vs. Skeleton Joe. Il clip rappresenta l’ultimo lascito del cantante, che nel 2021 aveva sofferto per i postumi del long Covid.
Di questo parla anche Devil in a Coma, il suo secondo libro autobiografico pubblicato a dicembre 2021. Sulle nostre pagine abbiamo recentemente ricordato Lanegan per l’indimenticabile performance a Supersonic di Mtv Italia nel 2001. Inoltre potete recuperare, tra le altre, la recensione del suo ultimo lavoro in studio da solista, Straight Songs Of Sorrow del 2020, firmata da Tommaso Iannini.