Il 14 dicembre è uscito nelle librerie inglesi Devil in a Coma, il libro autobiografico scritto da Mark Lanegan durante la sua convalescenza tormentata dagli effetti del long-covid. Il cantante degli Screaming Trees è stato in bilico tra la vita e la morte per tre settimane, entrando e uscendo dal coma numerose volte e perdendo temporaneamente l’udito.
Il libro contiene, oltre al racconto della malattia, anche alcuni componimenti poetici dell’artista e ricordi della sua vita. Come si leggeva in sede di presentazione dell’opera: «Quando le sue condizioni peggiorano fino a diventare intollerabili, nella più scura delle primavere inizia ad avere incubi e visioni, rimpianti sulla vita condotta in bilico tra caos e disordine». Lanegan ha affrontato i temi del libro in un’intervista a Consequence, partendo dalle sue attuali condizioni di salute.
[mi sento] Molto molto meglio: finalmente ho girato l’angolo. Ma ci è voluto davvero molto tempo. È stato pazzesco. Ho ancora alcuni strascichi. Qualunque cosa avessi, attacca i luoghi in cui c’è stato un trauma nel corpo in passato. E io ho avuto un bel po’ di incidenti nel corso della mia vita. Ho un ginocchio cronicamente fottuto che mi dà ancora un po’ di dolore. Questo è stato uno degli aspetti più strani della cosa: andava ad annidarsi in qualsiasi posto in cui eri ferito o in cui era successo qualcosa prima.
A proposito della perdita dell’udito ha detto: «Era dovuta al virus. Mi sono svegliato un giorno ed ero completamente sordo. È tornato dopo che sono uscito dal coma». E a proposito del vaccino:
Non sono riuscito a farlo abbastanza in fretta dopo essere uscito dall’ospedale. Io sono favorevole a tutto ciò che potrebbe potenzialmente impedire che ciò [il Covid, ndSA] accada. In passato ho detto che sarei stato l’ultimo a farlo e che avrei aspettato di vedere l’effetto su tutti gli altri. Ne ero un po’ spaventato, come molte persone. Ma un calcio alle palle come quello che ho preso ha cambiato il mio punto di vista.
Ancora, sul fatto di essersi ammalato proprio nel momento in cui i vaccini erano diventati disponibili:
Probabilmente non l’avrei fatto, anche se fosse stato disponibile in anticipo. Come ho detto, ero uno di quegli idioti che ne erano spaventati. Ma ho imparato la lezione. Sarò il primo a ricevere una dose di richiamo quando sarà disponibile [in Irlanda].
Lanegan ha parlato anche del suo ritorno a comporre nuova musica:
Sto lavorando con qualcuno, ma di solito non mi piace parlare di questa roba finché non è finita, perché ho commesso degli errori parlando di roba che non è andata a buon fine.
Il precedente libro di Lanegan, Sing Backwards and Weep, è uscito giusto lo scorso anno tra le critiche dell’ex Oasis, Liam Gallagher, e quelle dello Screaming Trees, Gary Lee Conner. L’ultimo album del cantante è stato invece firmato in coppia con Joe Cardamone degli Icarus Line. Il disco s’intitola Dark Mark vs. Skeleton Joe ed è uscito a ottobre.
A marzo sempre di quest’anno, Lanegan ha partecipato alla cover di Disorder – apripista dell’epocale debutto dei Joy Division del 1979, Unknown Pleasure – per un progetto benefico promosso da Peter Hook. Lo scorso anno, assieme ai Cold Cave, aveva già ricordato il compianto Ian Curtis con la cover di Isolation durante la serata tributo Moving Through the Silence: Celebrating The Life and Legacy of Ian Curtis. Sulle nostre pagine potete recuperare, tra le altre, la recensione del suo ultimo lavoro in studio, Straight Songs Of Sorrow del 2020, firmata da Tommaso Iannini.