Il 14 dicembre uscirà nelle librerie inglesi Devil in a Coma, seconda biografia di Mark Lanegan per i tipi di White Rabbit. Il volume segue a stretto giro il best seller Sing Backwards and Weep del 2020 e sta già facendo parecchio parlare di sé per via del passaggio in cui il cantante ammette di essere rimasto «completamente sordo» e «dentro e fuori da un coma» a causa del Covid-19.
La notizia è già stata in parte ridimensionata dai portavoce del rocker che, nel frattempo, sono stati interpellati da numerose testate, come ad esempio COS. Lanegan ha riacquistato l’udito ma le sue condizioni rimangono instabili per gli effetti, immaginiamo, del long-Covid. Da quel che leggiamo nell’anteprima del libro condivisa per la stampa, l’ex Screaming Trees ha contratto la malattia lo scorso marzo, in Irlanda, dove si era da poco trasferito.
Una mattina in Irlanda, nel marzo 2021, Mark Lanegan si sveglia e va in cucina per prepararsi un caffé. Rimasto completamente sordo a seguito di una malattia che ne ha dilaniato il corpo già malato, si ritrova sul pavimento con delle costole fratturate, incapace di respirare. Pesantemente affetto da Covid-19, viene prontamente portato al Kerry Hospital. Le speranze che sopravviva sono scarse. Entra e esce dal coma, oscillando tra vita e morte, per parecchi mesi. Non può camminare, né praticamente vivere. Quando le sue condizioni peggiorano fino a diventare intollerabili, nella più scura delle primavere inizia ad avere incubi e visioni, rimpianti sulla vita condotta in bilico tra caos e disordine. Si rende conto che dopo sei decenni, la sua battaglia contro la mortalità lo abbia infine condotto a questo banale incidente. Contrarre una malattia che ha già tolto la vita a milioni di persone. Lui che aveva gabbato la morte per tutta la sua vita…

L’ultimo album di Lanegan è firmato in coppia con Joe Cardamone degli Icarus Line. Il disco s’intitola Dark Mark vs. Skeleton Joe ed è uscito a ottobre.
A marzo sempre di quest’anno, Lanegan ha partecipato alla cover di Disorder – apripista dell’epocale debutto dei Joy Division del 1979, Unknown Pleasure – per un progetto benefico promosso da Peter Hook. Lo scorso anno, assieme ai Cold Cave, aveva già ricordato il compianto Ian Curtis con la cover di Isolation durante la serata tributo Moving Through the Silence: Celebrating The Life and Legacy of Ian Curtis. Sulle nostre pagine potete recuperare, tra le altre, la recensione del suo ultimo lavoro in studio, Straight Songs Of Sorrow del 2020, firmata da Tommaso Iannini.