Film
Christopher Storer
The Bear – Stagione 4
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Davide Cantire
- 29 Giugno 2025
Dopo una stagione a dir poco deludente e dalla natura palesemente transitoria, con questa quarta The Bear Christopher Storer ci annuncia fin da subito che qualcosa deve necessariamente cambiare: imboccare una strada del tutto nuova o far sì che i nodi vengano finalmente al pettine. Non è un caso, infatti, che proprio nella prima scena che apre questa nuova avventura Carmy sia ipnotizzato dalla visione di Ricomincio da capo — episodio intitolato Groundhogs, un chiaro riferimento al titolo originale della commedia senza tempo di Harold Ramis con Bill Murray, Groundhog Day. Carmy, e per estensione tutti gli altri personaggi, devono interrompere il circolo vizioso in cui sono piombati, dal quale sembrano incapaci di uscire.
La stagione si apre con lo zio Jimmy (Oliver Platt), amico di famiglia e investitore nel ristorante The Bear di Chicago, che installa un orologio con un conto alla rovescia: 1.440 ore per salvare l’attività, dopodiché staccherà la spina e il locale dovrà chiudere.

Questa scadenza mette pressione su tutti i protagonisti: Carmy dovrà decidere se la sua passione ha ancora un senso, se l’amore incondizionato di un tempo verso quel mondo è rimasto intatto, e soprattutto scendere finalmente a patti con i propri demoni interiori; Syd dovrà scegliere se abbandonare la nave che affonda per buttarsi in una nuova avventura iniziata da un rivale; Richie dovrà trovare nuovi modi per comunicare con lo staff e mantenere unito il rapporto con la figlia e l’ex moglie; Tina dovrà spingersi oltre per raggiungere il livello dei suoi superiori, mentre Ebraheim sembra essere l’unico ad aver trovato la chiave del successo e della serenità mentale.
Le premesse ci sono tutte per una risoluzione finale coi fiocchi e, fin dai primi episodi, questa quarta stagione di The Bear promette di rimettersi in carreggiata, dopo gli inciampi della stagione precedente, in cui ogni filone narrativo restava sospeso e incompiuto, condannato a una ripetizione fine a se stessa. Da segnalare, come sempre, l’ottima colonna sonora, con protagonisti come Led Zeppelin, Tangerine Dream, The Who, Talk Talk, e il montaggio in stile anni ’80 che chiude il secondo episodio sulle note di The Chosen One di Bryan Ferry.
Per un ripasso delle stagioni precedenti, vi rimandiamo alle recensioni della prima, seconda e terza stagione di The Bear, sempre disponibili su Disney+.
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