Recensioni

Il discorso in solitaria di pure electronic iniziato con Vantaa continua con Kuopio via Espoo, eppì di transizione tra la prima e la seconda prova sull’etichetta di Alva Noto. E Sasu Ripatti su Raster Noton non l’abbiamo mai sentito così avvincente, sia perché questo lavoro rappresenta un autorevole punto di continuità all’interno delle fila concrete-conceptual-techno della label, sia per la capacità del finnico di rinnovare il proprio repertorio partendo dall’assorbimento/superamento dei canoni architettonici dell’etichetta stessa.
Attraverso le lenti della natia Finlandia e dal solito avamposto fuori dal mondo di Hailuoto, Sasu si sposta su un’analisi urbanistico sonica osservando Kuopio – una paradigmatica città finlandese – da un punto di vista organizzativo e di interazione con l’ambiente circostante. Abbiamo così un lavoro che, pur tenendoli ovattati, aumenta l’intensità nei ritmi e, in continuità con l’approccio organico del recente corso, presta ancor più attenzione all’addensamento/dipanamento dei layer sonici.
Sulla spinta subliminare degli stepping della New Wave Of Techno e della pulsante battuta Footwork troviamo gli episodi migliori, tutti caratterizzati da serrati loop ritmici: Marsila porta Alva Noto a Ibiza, Hitto serializza gli anthem-tamburello di Plastikman, Osottava, traccia manifesto del disco, svecchia efficacemente alcuni standard del Dalay sound. Le trasfigurazioni tech-house in salsa artica di Avanne rappresentano senz’altro la parte più prevedibile. Del resto, già le rienterpretazioni dinamiche dell’esperienza del trio di Von Oswald (Kellute) godono degli scarti necessari per tenere ben alta l’attenzione come, in generale, le potenzialità e la libertà data dall’utilizzo dei microfoni a contatto conferisce all’opera un bilanciamento ottimale tra la severa visione sonica e l’impro sul 4/4 e oltre.
Rispetto alle possibilità e alle problematiche dei lavori collettivi del finnico (Vainio personalità troppo forte per il Quartet?), la nuova fase di Vladislav Delay restituisce un musicista fieramente finnico, coerente e perciò libero, preparato. Un adulto che ha trovato una propria ecologia elettronica. Un habitat noto dove non accade mai quello che veramente ti aspetti che accada.
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