Recensioni

6.9

I Virginiana Miller sigillano l’ultima parte di un 2013 in cui si è tornati a parlare del valore politico dell’amore e della bellezza da contrapporre allo scempio e alla morte di un Paese a dir poco incancrenito. Prima di loro i Baustelle di Fantasma e il Sorrentino de “La Grande Bellezza”, entrambi acclamati eppure discussi, come del resto si conviene ad opere che tentano di fotografare lo Zeitgeist attuale e squarciare boccate di ossigeno poiché di una reazione c’è bisogno, e c’è bisogno ora.

Che è proprio quello che invitano a fare Simone e Lenzi e compagni con il loro disco più rotondo e accessibile: reagire, riconquistarsi la vita giorno per giorno, afferrando la bellezza e l’amore senza sconti e calcoli. Così un singolo come Una bella giornata, diretto ed estivo, così la laica religiosità amorosa di una Tutti i santi giorni che dall’omonimo film di Virzì è arrivata al Nastro d’Argento per la miglior canzone da colonna sonora. E così la tracklist di un’opera dal suono limpidissimo ed elegante, senza troppe sorprese e difficoltà (inaspettatamente pure nei testi), ma con tutti gli ingredienti dell’immaginario Virginiana. Dunque i soliti richiami popular (la splendida Anni di piombo), l’impronta brit-smithiana nel sound (Dal blu), una certa malinconia di fondo che qui però riluce in vere e proprio dichiarazioni d’amore (Pupilla) o in fotografie iperrealistiche di un tempo che non c’è più (Lettera di san Paolo agli operai). E su tutto brani come L’eternità di Roma, sorrentiniana e iridescente fra feticci dialettali, giochi di parole e versi come “muta dorma la bellezza / e per sempre la ragazza / ricoverata in coma / le porga la chioma / nell’eternità di Roma” che ad avercene nel Nuovissimo Canzoniere Italiano.

Certo, agli innamorati della prima ora forse mancheranno quegli enigmi di parole che non temevano la grande letteratura o quelle durezze di sound che fecero dei VM uno dei più importanti – e purtroppo misconosciuti – gruppi del rock alternativo degli anni Zero. Ma sulla via del Regno i Virginiana potrebbero diventare, come i già citati Baustelle, uno dei nomi pregiati del nuovo pop italiano. Quando per pop s’intende qualcosa che è al contempo contagioso e poetico, emotivo e strategico, ammiccante e intellettuale. In una parola bello, di quella Grande bellezza che nel combattere l’osceno cerca in realtà l’Assoluto.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette