Recensioni

7.1

Immersi nel contesto socio-politico contemporaneo e attraversati da una nuova consapevolezza genitoriale, i Tune-Yards – lo storico progetto art-pop sperimentale guidato da Merrill Garbus e dal bassista Nate Brenner – tornano con Better Dreaming. Un disco che, pur filtrato da un’ironia tagliente, riflette le ombre del presente: disuguaglianze, genocidi e un crescente imbarbarimento politico. Il titolo provvisorio, Fight Fascism with Trash Music, lascia intuire il tono battagliero che pervade l’album, in linea con la cifra militante che ha sempre caratterizzato la band.

Per Garbus e Brenner, fare musica oggi è un atto di resistenza: una lotta per la concentrazione in un’epoca segnata da continue interruzioni e dalla frantumazione del reale. I temi affrontati spaziano dalla violenza sistemica al dolore privato, come nel caso di Never Look Back, che affronta l’abuso di potere maschile, o di Suspended, dedicata alla madre di Garbus. Il disagio si fa materia sonora, ma è bilanciato da un impulso vitale: la volontà di trasformare la sofferenza in consapevolezza, e l’angoscia in energia condivisa. Un sentimento che culmina nella domanda centrale di How Big is the Rainbow: quanto spazio possiamo creare per accoglierci davvero, collettivamente e senza distinzioni?

Nonostante la densità dei temi, Better Dreaming si sviluppa su una tavolozza musicale viva e coloratissima, spesso ballabile. L’ascoltatore si ritrova immerso in una sorta di party art pop post-apocalittico, dove il groove serve a esorcizzare le paure: dallo sghembo afrobeat danzabile di Swarm al tribalismo elettronico in stile Animal Collective di Limelight, fino allo spoken-word politico di Sanctuary che omaggia Laurie Anderson, il disco è attraversato da una pulsante tensione funk. Un’estetica che richiama la ‘critica sociale ballabile’ dei Talking Heads e l’eccentricità visionaria di George Clinton, rivendicando con orgoglio la propria freak flag.

Con Better Dreaming, i Tune-Yards confermano la loro vocazione di laboratorio sonoro e politico, un luogo in cui femminismo intersezionale e dancefloor, sperimentazione vocale e impegno civile convivono in una forma musicale che invita a pensare, sentire e – soprattutto – muoversi insieme.

Amazon
SentireAscoltare

Le più lette