Recensioni

5.5

TOKiMONSTA è il moniker dietro il quale si cela la produttrice losangelina di origine asiatica Jennifer Lee. Le doti della giovane ragazza californiana si erano già viste nei primi due full length – e altrettanti EP -, materiale che aveva ben impressionato con un particolare gusto instrumental hip hop dalle sfumature cosmopolite wonky e trip hop. Dopo i primi lavori prodotti non a caso per Brainfeeder – crew e label di FlyLo – arriva il passaggio alla major via Ultra Music con Half Shadows, il classico album studiato per fare il salto di categoria (full streaming su Noisey – canale musicale di VICE – e un nuovo look con tanto di capello viola/verde metallizzato).

TOKiMONSTA – o più probabilmente Ultra Music per lei – decide di puntare sulla duttilità, promuovendo un disco dal mood variegato grazie a un’intricata rete generi e di texture sonora e servendosi di alcune collaborazioni. Il risultato però è un album iPod in modalità shuffle, senza capo né coda e suddiviso in compartimenti stagni.

Passando con nonchalance da banali tracce trap (808) a rivisitazioni James Blake (Moon Rise), Jennifer Lee rivanga ogni sottogenere “hip” dell’ultimo biennio senza aggiungere niente ad ognuno di essi. L’apporto di Focused Chaos – praticamente un “verso” a Yo-Landi Vi$$er – è poco più di quello che potrebbe essere un remix ai Die Antwoord, mentre in The Force si intravede una copia sbiadita dei Death Grips (ma senza un briciolo di verve). All’appello, nei featuring con Gavin Turek, non manca una mal riuscita chillwave di derivazione italo disco – più vicina al pop generico anni ’80 o alla dance anni ’90 che ai Chromatics – e neppure un future pop à la Claire Boucher (vedi Go With).

Con tanta carne al fuoco raramente le idee sono farina del sacco di un ragazza che, comunque, si mostra per quello che sa fare nel finale (una manciata di discreti brani come Soul To Seoul o Green). Troppo poco per salvarla.

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