Recensioni

Jennifer Lee aka Tokimonsta, losangelina di origini asiatiche, studi di piano alle spalle, arriva dopo un primo album su Art Union lo scorso anno (Midnight Menu, ottime produzioni un po' troppo allineate alla lussureggiante ma spesso dispersiva e decorativa koiné wonky; 6.6/10) al debutto su una Brainfeeder sempre più allargata e contaminata (il modello è certamente quello della fucina Stones Throw).
E' un EP di otto brani – meno beat oriented, ritmi e suoni più delicati e idee più focalizzate – che mostra al meglio le sfumature della sua idea di downtempo. Toki rilegge la lezione del trip hop più morbido – e cantato, e soulful – tagliando aggiornamenti wonky/steps (lei si colloca per suoni e modi proprio nel mezzo) con immersioni in atmosfere ambient house/fusion e pennellate acustiche sognanti (lei insiste molto su questo immaginario notturno) che sottolineano la natura suonata delle produzioni. Ballad languide (Bright Shadow), fruttati flavouri caraibici (Darkest), sfarfallii alla FlyLo di Pattern+Grid World (Day Job), acquerelli agrodolci che guardano a Daedalus – superandone l'oleografismo e rinnegandone il barocchismo – con inequivocabile gusto romantic Asian (Fallen Arches, Little Pleasure, Stigmatizing Sex). Ascolto di immediata godibilità e maquillage produttivo che non prende mai gratuitamente il sopravvento.
Amazon
