Recensioni

E’ durato poco lo iato che i Thee Oh Sees avevano annunciato all’alba di Drop. Dovevano ricaricare le pile, ed eccoli qui, un anno dopo, con in mano Mutilator Defeated at Last, il dodicesimo album in dieci anni di carriera, corredato dall’ennesimo artwork fumettoso stavolta a cura di Tetsunori Tawaraya, artista già arrivato dalle nostre parti grazie all’impegno dell’italiana Hollow Press.
Mutilator Defeated at Last non porta grandi scossoni rispetto a Drop e Floating Coffin, ma è da segnalare tra le migliori uscite dei Nostri. Il repertorio è formato dal solito scoppiettante motorik-garage-punk (a ben guardare, un’onda lunga partita già da Ruby go Home ai tempi di Help) e da fiori psichedelici, con un paio di semi-ballate sixties, Sticky Hulks e Palace Doctor, che si pongono tra i migliori momenti slow dell’intera discografia dei Thee Oh Sees. Ma è pur sempre un mondo mutante, quello di Dwyer e soci, capace di spaziare tra synth e chitarre, dai sottili e gioiosi imprinting adolescenziali dell’hard rock (non solo per la vocina glam del vitellone Dwyer, ma anche per la sua chitarra, che ogni tanto si fa tentare dai Van Halen) agli acidi spaziali di una Lupin Ossuary gemella di quella Lupin Dominus contenuta in Putrifiers II.
Con Mutilator Defeated at Last si rimane dunque fedeli alla storia Thee Oh Sees, continuando l’opera di aggiornamento al terzo millennio delle grandi strade del rock, dal mondo Nuggets al Garage 90s, dal kraut al punk, dal flower power ai Velvet Underground. Terreni ultra battuti e per qualcuno magari anche banali. Non per John Dwyer, che in attesa di qualche mossa a sorpresa (personalmente spero ancora nella resurrezione del progetto techno-noise-gay Zeigenbock Kopf), continua a dimostrarsi il più illuminato erede della tradizione Bay Area.
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