Recensioni

6.8

Le cose semplici sono come un equilibrista che cammina su un filo: basta un passo falso per precipitare nella banalità, ma se si mantiene il baricentro, il risultato può rasentare la perfezione. È esattamente questo il crinale che i Wave Pictures percorrono in Gained / Lost. In questo nuovo album, il trio britannico accetta la sfida della linearità, muovendosi con una pulizia d’esecuzione che, pur con qualche inevitabile sbavatura, permette loro di raggiungere la meta senza cadute fatali.

Dimenticate le sovrastrutture: i Wave Pictures restano fedeli alla loro estetica DIY, fatta di registrazioni genuine e una prolificità che ha pochi eguali nella scena indipendente attuale. In Gained / Lost, la chitarra di David Tattersall smette i panni più spigolosi per abbracciare una fluidità che richiama a tratti la libertà spaziale di certe produzioni anni ’70, ma è nell’economia complessiva degli arrangiamenti che il disco trova la sua ragion d’essere.

Il vero scarto qualitativo emerge quando la band decide di rallentare, spezzando quella vitalità ritmica che a volte rischia di diventare autoreferenziale. Un esempio fulgido è Sparklers: qui l’intreccio tra un pianoforte essenziale e una chitarra dalle tinte quasi hawaiane crea un’atmosfera sospesa, nobilitata da un uso magistrale dei cori che conferisce al brano una profondità inaspettata. Proprio la componente vocale femminile si rivela uno dei pilastri dell’album, arricchendo la trama sonora di episodi come Orange Fire e la nostalgica Faded Wave Pictures T-Shirt, dove i contrappunti vocali elevano la struttura classica dell’indie-pop a qualcosa di più stratificato. Notevole anche la costruzione di Samuel, brano in cui il dialogo tra gli archi e il fraseggio chitarristico di Tattersall dimostra una maturità compositiva che non ha bisogno di gridare per farsi notare.

Non tutto il percorso sul filo è però privo di incertezze. In alcuni passaggi, la ricerca della semplicità scivola verso una prevedibilità che frena l’entusiasmo. Brani come You’re My Patient Now e The Past Comes Back to Haunt Me soffrono di una stesura fin troppo scolastica, con ritmiche che appaiono piatte e prive di quel guizzo creativo necessario a giustificare la loro presenza in una scaletta altrimenti solida.

In conclusione, Gained / Lost non rivoluziona il canone della band del Leicestershire, ma ne conferma la capacità di maneggiare la materia rock con una sensibilità artigianale. È un disco che vive di dettagli e di una immediatezza notevole, capace di trasformare la quotidianità in un piccolo catalogo di reliquie sonore.

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