Recensioni

Viste le premesse, potrebbe essere presa come un’uscita minore, questo A Season In Hull. Sarebbe un errore considerarla tale. Certo, l’idea sembra più quella di una giornata di divertimento, o poco più: un solo microfono, niente missaggio, niente sovraincisioni e solo canzoni acustiche suonate “buona la prima” in una specie di live in studio affidato solamente al vinile (almeno in questa fase). Ma la qualità del songwriting di David Tattersall e soci – ovvero Franic Rozycki alla chitarra/basso e Jonny Helm alle percussioni – è talmente adamantina che anche in un’occasione come questa riesce a tirare fuori blues come Memphis Slim in Paris o la divertente Thin Lizzy Live Are Dangerous.
Li avevamo lasciati nemmeno un anno fa con The Great Flamingo Burning Moon in compagnia del loro idolo Billy Childish, già a breve distanza dal doppio City Forgiveness del 2013. Di quelle due pagine, qui troviamo l’attitudine verso la semplicità, ma con in più un lato analogic-only che porta dalle parti di un M Ward, ma senza il country. Insomma, rispetto a due anni fa, meno calypso e un po’ più di guitarra latina che forse si deve alla vicinanza personale con Jonathan Richman (prendere Tropical Fish come riferimento o The Coaster In Santa Cruz). Con ballad incisive come The Pharmacy Cross (in cui sembra quasi di ascoltare, per attitudine, i Belle & Sebastian), il divertissement quasi tex mex di A Letter from Hull (così allo stesso tempo british!) e l’arguzia dei versi della rallentata, ipnotica Slick Black River From The Rain, The Wave Pictures mostrano che anche il sabato pomeriggio, senza troppo impegno, hanno una vena invidiabile.
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