Recensioni

7.2

Prima Aesop Rock ha collaborato con la Dawson per l’ultimo album da solista dato alle stampe, quel Thunder Thighs che era arrivato dal nulla nel 2011 e si era imposto come uno dei momenti di maggior profondità creativa della titolare. Un anno dopo l’ex Moldy Peaches ha restituito il favore nel disco di Aesop Rock, Skelethon del 2012. Ora i due hanno deciso di presentarsi sotto una sigla comune per 16 tracce al confine tra due culture musicali così diverse, come il rap e il folk, ma coerenti per ambientazione urbana. In realtà l'(anti)folk della Dawson, come abbiamo scritto analizzando i suoi testi, ha predisposizione spiccata per la valanga di parole, quasi di un Bob Dylan circa Blonde On Blonde in versione intima e autobiografica. Per questo, e per l’originalità all’interno dei rispettivi mondi, il matrimonio musicale tra i due non appare forzato, ma anzi la logica conseguenza di un rapporto che ha già dato buoni frutti negli episodi precedenti che abbiamo citato.

Aesop Rock che canta (nel senso più proprio della parole, cercando quindi una vera e propria melodia) in Organs non è proprio davvero un bel sentire, soprattutto se le lines si posano su di una nenia infantile. Ma quando avviene un spostamento contrario, con la Dawson che si avvicina di più al mondo di Aesop, le cose funzionano meglio e quando nei 38 secondi di  Superheroes intonanto “sandwiches!”, sembra di essere tornati ai tempi migliori dei Moldy Peaches, che dovremmo riscoprire più vicini alla cultura urban di quanto ci verrebbe in mente di primo acchito. Certo Aesop ha poco della leggerezza da elfa freakettona della Dawson, ma Kryptonite e Jambi Cafe sono equilibri quasi perfetti (nel secondo caso anche per la lunghezza da open-mike-night che la caratterizza). Ci sono brani più infantili (Scissorhands, The Aquarium), come se i due avessero continuato l’album per bambini della Dawson, ma anche un suono, che come avveniva già in Thunder Thighs, è più da band che da solisti al lavoro (vedi Delicate Cycle o Eyeball Soup).

Un album che seppure non rappresenta una svolta per la Dawson dal punto di vista delle possibilità musicali (in fondo sembra più un disco suo che di Aesop Rock), mette comunque insieme un pugno di brani di buon livello che sembrano più della somma delle singole parti che i due hanno portato in dote alla nuova creatura.

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