Recensioni

7.3

Fa strano pensare a uno come Steve Lacy e alla musica che fa – un sofisticato R&B al confine tra psichedelia e bedroom pop – come a qualcosa di grosso. Eppure in Oh Yeah?, il suo terzo lavoro solista, può permettersi featuring con istituzioni del mainstream come SZA e icone della musica black come Erykah Badu. Una cosa che oggi appare del tutto naturale per un ventottenne che può vantare una sequela di fortunate circostanze: una nomination ai Grammy con The Internet, la band fondata insieme a Syd, la produzione (realizzata con un iPhone) di Pride per DAMN. di Kendrick Lamar – album poi premiato con il Pulitzer – e, nel fatidico 2022, il primo posto nella classifica statunitense con Bad Habit, brano che fece drizzare le antenne perfino a Nile Rodgers, arrivato a definirlo «l’innovazione fatta persona».

Polistrumentista e produttore, Lacy si ritrova però in una sorta di impasse dopo Gemini Rights, l’album che contiene quel successo e che nel 2023 gli vale anche il Grammy come Best Progressive R&B Album. Quattro anni dopo – un’eternità per gli standard di oggi – torna con un disco che continua a non suonare come nessun altro. Forse non sarà il nuovo Frank Ocean o Blood Orange (e il paragone, ascoltando il singolo The Feeling, viene spontaneo), ma per sensibilità, scrittura e libertà espressiva l’accostamento resta inevitabile.

Oh Yeah? offre più di un motivo per capirne il perché: ascoltarlo in una delicata ballad acustica come Show You Me, nel pop rock elettrico di Doom o nel raccoglimento soul di Lovesexdrugbomb, con Cecile Believe (di cui si è ossessionato ascoltandola su Oil of Every Pearl’s Un-Insides della compianta Sohpie), significa cogliere le diverse sfaccettature di un songwriter di razza. La sua è una scrittura dolcissima, ma mai leziosa. E non meno azzeccata è la produzione, curiosa e mai troppo distante da una dimensione domestica che ne enfatizza l’approccio artigianale senza perdere di vista la cura del dettaglio o improvvisi affondi club, come accade nei nove minuti di Nice Shoes / In Your World, dove Lacy attraversa dub, drum’n’bass e citazioni acid house.

Smarcandosi da mode e rincorse alla nuova hit, Lacy ha seguito unicamente la propria musa. Trovandola.

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