Recensioni

È disarmante la padronanza dei mezzi e la chiarezza di intenti che Anthony Child ormai dimostra in tutto ciò che propone, frutto non solo di un’esperienza che copre tre decenni, cementata sull’asse Birmingham-Berlino e diffusa a livello globale con i suoi ibridi DJ set digital-analogici, ma soprattutto di una sensibilità da rabdomante sonico in grado di trovare sempre faglie elettroniche vive e pulsanti ovunque punti la bacchetta.
Negli ultimi anni le uscite lunghe del britannico (senza quindi qui considerare 12” e remix, sempre e comunque degni di nota e riverenza: vedi ad esempio il lavoro di rianimazione della traccia Radius di Daniel Avery o l’intervento chirurgico su Attack Random di Leo Anibaldi) seguono due strade apparentemente parallele e non intersecanti, ma in realtà più convergenti e interconnesse di quanto possa sembrare in superficie: il coté drone/ambient firmato con nome e cognome (vedi i due volumi di Electronic Recordings From Maui Jungle, ma anche le collaborazioni con il collettivo Gnod – Behind The Lids, ottobre 2016, e con Daniel Bean come The Transcendence Orchestra – Modern Methods For Ancient Rituals, dicembre 2017) e il coté techno dove opera con il brand name Surgeon.
Come e più di From Farthest Known Objects, il bellissimo album del 2016, il paratesto di Luminosity Device (visual, titoli, press release) aggiunge senso e gioco: se là Child, sedicente astronomo, ci parlava di «pop hits trasmesse via radio da galassie distanti», qui il brummie si veste da guru psichedelico (mettendoci pure la faccia, su una copertina sottilmente citazionista), prendendo a pretesto il Libro Tibetano dei Morti per proseguire un viaggio, comunque credibile, alla ricerca di un’ossimorica immanente trascendenza. Il calore delle macchine analogiche (la Luminosity) filtra tra le maglie del computer (il Device) per voli extracorporei, ma con i piedi comunque sempre saldamente piantati sul dancefloor. Se l’ouverture Seven Peaceful Deities dirige subito verso territori kraut, The Primary Clear Light delinea il campo d’azione picchiando su un terreno atipicamente trance.
E poi via di ipnotico psycho-techno, salendo d’intensità traccia dopo traccia, con The Vibratory Waves of External Unity come vetta. Tra Detroit e Pink Floyd, tra Lucy–Luminosity e Dozzy–Device, Surgeon esplora con lucidità un mondo spirituale ma organico: turn ON your mind, relax and float down stream.
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