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7.4

Lucy torna sulla lunga distanza dopo l’esordio del 2011 sulla sua etichetta Stroboscopic Artefacts, Wordplay for Working Bees. Il suo è un approccio estetico che mantiene un calore mediterraneo di fondo (esplicito anche nel titolo che ricorda tre topoi italici per eccellenza), anche se viene continuamente modificato e titillato dalla presenza di Berlino, città in cui vive e produce. Le costellazioni di questo nuovo lavoro rispecchiano il percorso inaugurato finora assieme a compagni d’etichetta (leggi Xhin, Rrose, Kangding Ray, Perc…) e istituzioni del calibro di Speedy J, producer con il quale il nostro ha prodotto lo scorso anno, sempre sulla label personale, il buon Zeitgeber.

Un percorso, quello di Luca Mortellaro, che trova esiti molto interessanti esplorando due leitmotiv. Il primo si lega storicamente ad un saper scrivere melodico che è proprio di una lunga tradizione elettronica italiana: pensiamo agli anni ’60 di Berio e Maderna, contrapposti alla Francia e alla Germania di Risset e Stockhausen, arrivando alle sensazioni della techno illuminata di Donato Dozzy, amico già visto in svariate produzioni su Stroboscopic. Il secondo è invece il ripensamento della cultura ambient e techno industriale che va dalle produzioni del giro Sandwell District alle recenti esplorazioni su Ostgun Gut.

I due sentieri si avvicinano in modo indolore e gli arrangiamenti stanno in piedi senza forzature: The Horror richiama alla mente l’Apocalypse Now di Coppola con del macchinico post-atomico, Leave Us Alone reinventa l’IDM dei 90s dei Plaid con uno sguardo à la Vainio di Konstellaatio, Human Triage costruisce la perfetta ambient per il nuovo millennio con un battito cardiaco glitchato di fondo che impreziosice la texture e che ricorda gli ambienti liquidi di Drexciya, Laws And Habits viaggia su coordinate da videogame nipponico dancefloor, Follow The Leader è misticismo tantrico con i monaci tibetani su battute in cassa dritta, The Illusion Of Choice è pura acid con melodie nordeuropee, We Live As We Dream estasi Dozzy, Falling chiude con le vocals di Emme in una spiaggia balearica.     

Un salto di qualità rispetto all’esordio, per Lucy. Un disco ispiratissimo, caldo, freddo, veloce, lento, oltre le catalogazioni. Un mix di sensazioni e di contrari che ci fanno viaggiare per un’ora di puro piacere. Una volta si diceva IDM, oggi possiamo chiamarla solo music.

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