Recensioni
Steven Wilson
Home Invasion: In Concert at the Royal Albert Hall
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Andrea C. Soncini
- 8 Aprile 2019

Non c’era bisogno di altre prove per determinare lo status di Steven Wilson all’interno del mondo del prog rock (ma non solo, quando si considera che Andy Partridge l’ha voluto dietro alla console per rimasterizzare i dischi degli XTC). Tramontata l’epoca d’oro, e dopo il breve interregno dei Marillion di Fish come nome di punta, la figura che si staglia preponderante sul genere, per longevità – a questo punto – e qualità, è quella dell’abilissimo, interdisciplinare (ex)ragazzo di Hemel Hempstead, cittadina a nord di Londra che prima o poi dovrà dedicare al musicista un monumento – in qualità di unico “argomento” che ne ha fatto conoscere il nome nel mondo.
Nonostante la fama acquisita, è proprio con le tre date di fila alla prestigiosa Albert Hall – alla fine di marzo del 2018 e a conclusione di un lungo tour europeo, punto di arrivo per pochi, ma di assoluta (ri)ripartenza per il piccolo chitarrista – che Wilson ha aggiunto al curriculum una esperienza che è probabilmente quella definitiva. La più alta “onorificenza” che gli mancava. A questo punto si può dire senza ombra di smentita che abbia trovato un posto nell’Olimpo dei nomi leggendari che rappresentano il prog rock. Indipendentemente dall’epoca di cui si parla.
Il triplo evento in questione era già stato celebrato in formato video/DVD nel novembre del 2018: si attendeva solo di fare trascorrere qualche mese perché la fame bulimica degli appassionati per la musica di Wilson ricominciasse a fare sentire i morsi. Quel giorno è arrivato, e il piatto preparato dalla Eagle Rock Entertainment è quello delle grandi occasioni: cinque LP per tre ore di musica raccolti sotto forma di boxset in edizione limitata. Ventuno brani che partono da To The Bone, l’album cui riferiva il tour, e vanno a ritroso fino a coprire un arco di tempo che raggiunge il decennio.
Il meglio dell’avventura solistica di Wilson raccolta in un unico volume, messa in atto da una band composta da musicisti stellari come Adam Holzman e Nick Beggs su tutti. Inoltre, essendoci di mezzo uno con orecchie da pipistrello come quelle dello stesso Wilson – noto per il suo lavoro di rimasterizzazione che ha conquistato persino il re dei perfezionisti, sua maestà King Robert Fripp – è altrettanto scontato che la resa sonora del lavoro sia pari a quella artistica.
I tempi nei quali il disco dal vivo aveva un fascino del tutto unico – per una serie di motivi legati a un mondo assolutamente più “grande” e difficile da percorrere in termini di spazio e tempo – sono finiti da un pezzo. Il documento live, filmato e/o sonoro, è diventato semplice routine, offerta su larga scala. Quasi senza limitazioni di reperibilità. Ma se qualcuno avesse ancora voglia di togliersi lo sfizio, o conservasse ancora posto negli scaffali di casa per aggiungere un’altra testimonianza del genere (il disco live), Home Invasion – In Concert At The Royal Albert Hall, è uno sforzo economico che vale la pena di fare.
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