Recensioni

7

Come da titolo, le tre partiture composte da Steve Reich intorno alla fine dei Sessanta vengono interpretate dall’Ensemble Avantgarde, formazione di Liepzig composta da Steffen Schleiermacher (organ, piano, electronics), Josef Christof (organ, piano), Michael Obst (organ), Klaus Steffes-Holländer (organ), Stefan Stopora (maracas) e Martin Demmler (electronics).

In questa ristampa della ristampa originaria – Karl Records ristampa la versione vinilica uscita e andata sold out nel dicembre scorso, che a sua volta era una ristampa ridotta della versione in CD del 1999 da cui sono state tolte la parte III di Pendulum Music e Piano Phase – l’Ensemble riesce a rendere le minimali partiture del compositore americano in maniera vibrante. In alcuni casi, lo fa indirizzandosi verso stratificate cifre di organo reiterate in un crescendo vorticoso di note ascendenti, come avviene nella estatica e fluviale Phase Patterns (composizione del 1970 per quattro organi). Lo stesso dicasi per l’altra suite, l’iniziale Four Organs, che sembra sfaldarsi nelle oblungazioni delle note degli organi, appese al metronomo fornito dalle maracas, e che crea un abbandono totalmente ipnotico. Le due parti di Pendulum Music, per microfoni, amplificatori, casse e performers, mantengono le stesse dinamiche ipnotiche ma, complice una durata più standard, giocano molto sull’ossessività, con la parte II che crea paesaggi sonori realisticamente alieni e sfasamenti astratti. Rivisitazione, insomma, ottima, e altrettanto ottimo viatico per rincorrere le gesta di Reich, uno dei pochi compositori ad aver inciso sulla direzione della storia musicale, The Guardian dixit.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette