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Si inizia dalla fine, dalla The End targata The Doors, in solitaria, voce-pianoforte. È l’ultima data del 2025 per Soap&Skin, è l’ultima data del tour di TORSO, l’album di cover uscito lo scorso anno. Unica data italiana, peraltro, in questo nuovo giro europeo dal vivo, al Barezzi Festival, nel gioiello del Teatro Regio di Parma, sulle cui strutture in legno si proietta spesso l’ombra della stessa songwriter.

In una scaletta cha alterna bianchi e neri, estasi e tormento, il passo successivo è una minacciosa rivisitazione techno-industrial di Meltdown, dalla colonna sonora di Requiem for a Dream, con le luci – in generale, curatissime – sparate in accecante intermittenza. Ed è sempre un crollo emotivo, in positivo, assistere a un concerto della musicista austriaca, Anja Plaschg all’anagrafe, in sospensione angelica-sabbatica tra classicismo neo-romantico ed elettronica dark.

Soap&Skin al Teatro Regio di Parma, Barezzi 2025, foto di Elisa Magnoni

Plaschg, inarrivabile al microfono nelle sue increspature e potenti ascensioni, è supportata da un quartetto, formato da Emily Stewart, Anna Starzinger, Martin Ptak e Alexander Kranabetter, che integra violino, violoncello e ottoni, alla bisogna organo – per l’intimista e minimale rilettura di God Yu Tekem Laef Blong Mi, composta da Hans Zimmer per La sottile linea rossa – e percussioni, per arrangiamenti fuori dal tempo eppure moderni, di un’eleganza austera eppure profondamente umana.

Soap&Skin al Teatro Regio di Parma, Barezzi 2025, foto di Elisa Magnoni

Si attinge ovviamente in prevalenza dalla scaletta del succitato TORSO, andando a estrarre numeri come Maybe Not di Cat Power o Mystery Of Love di Sufjan Stevens, ma anche dai precedenti lavori di materiale autografo, da From Gas to Solid / you are my friend (This Day, Safe With Me, Heal, Italy), dal mini Narrow (Vater, una Boat Turns Towards The Port che chiude definitivamente la seconda tranche di bis) e dall’epocale esordio Lovetune For Vacuum (The Sun).

Soap&Skin al Teatro Regio di Parma, Barezzi 2025, foto di Elisa Magnoni

Né del tutto posseduta e sconvolgente come l’avevamo vista nel 2012, né del tutto radiosa e catartica come  l’avevamo vista nel 2019, entrambe le volte sempre in Emilia Romagna, nello specifico per Ferrara Sotto le Stelle, adesso Plaschg, al solito introversa, ci sembra coadiuvare entrambe le sfere della sua espressività artistica in emozionato ed emozionante coinvolgimento. Quando si alza in piedi, per i brani più ritmici e sincopati, la sua presenza scenica si fa magnetica, ipnotica, totalizzante. È la strega che guida il nostro rituale con una successione da paura: Gods & Monsters di Lana Del Rey, Girl Loves Me di David Bowie, l’immancabile Me and the Devil di Robert Johnson e Mawal Jamar di Omar Souleyman sigillano un concerto di grande spessore e intensità, prima di una discesa in platea per distribuire fiori ad alcuni spettatori del pubblico, in un ribaltamento dei ruoli tradizionali, e degli encore avviati con Pale Blue Eyes by The Velvet Underground. Ci sentiamo molto felici di averla rincontrata, già tristi nel doverla attendere di nuovo.

Soap&Skin al Teatro Regio di Parma, Barezzi 2025, foto di Elisa Magnoni
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