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Le leggende della West Coast, Snoop Dogg e Dr. Dre, una delle coppie più iconiche nella storia dell’hip hop, tornano a collaborare dopo oltre trent’anni dall’uscita di Doggystyle, un album che ha segnato un’epoca e ridefinito il suono del rap anni ’90. Il loro nuovo lavoro, Missionary, si propone come il successore spirituale di quel capolavoro, arrivando accompagnato da una serie di singoli niente male. Tra i brani già noti, emerge una miscela sapiente di g-funk anni ’90, influenze R&B e un approccio al sampling che è tanto citazionismo quanto omaggio.

Tra le tracce, Gorgeous, con la partecipazione di Jhené Aiko nel ritornello, richiama con eleganza i suoni del passato, evocando quella sensibilità melodica che ha sempre caratterizzato le produzioni di Dre. Allo stesso tempo, pezzi come Now or Never si avventurano verso territori più morbidi e intimi, conferendo al disco una dinamica narrativa variegata e stratificata.

Il disco riprende e celebra il vibrante gusto West Coast che trent’anni fa dettava legge, con una serie di esplosioni old school che testimoniano una coerenza stilistica affascinante. Skyscrapers, per esempio, vede la partecipazione di Method Man e Smitty, regalando un affresco elettrico che strizza l’occhio alla golden age del rap. Non mancano poi incursioni più esotiche, come Fire, in cui la voce di Cocoa Sarai si intreccia a un ritmo dal sapore reggae, portando il disco verso atmosfere ballabili e solari.

Un altro punto forte dell’album sono i numerosi omaggi al passato, che testimoniano il gusto eclettico e nostalgico del duo: Last Dance With Mary Jane rievoca la memoria del compianto Tom Petty, mentre Another Part of Me, con Sting, costruisce un dialogo tra rap e rock, grazie all’inserimento di un sample di Message in a Bottle dei Police. Questi riferimenti si alternano a una lista di collaborazioni che mescolano glorie del passato, come 50 Cent, Eminem e lo stesso Method Man, a nomi più freschi e contemporanei, come K.A.A.N., BJ The Chicago Kid e ancora Jhené Aiko.

Questo bilanciamento tra il rispetto per il passato e uno sguardo rivolto al futuro dà vita a un progetto che risulta – e non era scontato – attuale pur mantenendo le sue radici ben salde. Snoop Dogg, con il suo inconfondibile timbro nasale, rimane un intrattenitore irresistibile, mentre Dr. Dre si conferma il perfetto partner-in-crime, in grado di orchestrare una produzione impeccabile e ricca di sfumature.

Con Missionary, Snoop e Dre raggiungono un duplice obiettivo: da un lato, celebrano il loro passato pionieristico, fatto di successi stellari e innovazione musicale; dall’altro, scrivono un nuovo capitolo che brilla per ispirazione, naturalezza e ambizione. Il loro affiatamento, nato con l’iconica Nuthin’ But a G Thang del 1992, non è mai realmente svanito, e questo disco ne è la dimostrazione più evidente.

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