Recensioni

Poche storie: Snoop Dogg è il cazzo di capo. Uno che può permettersi di fare dischi di merda e rimanere da decenni sulla cresta dell'onda. Un vero G, un vero boss, per grandi e piccini: uno che ti parla per ore solo di bitches ma poi viene chiamato ospite ai Nickelodeon Kids' Choice Awards, uno che fa il regista di film porno ma pure una trasmissione per famiglie su Mtv, uno che te lo trovi come featuring nella hit hip hop del momento ma pure nel videoclip della peggio boy band. Il tutto con il suo solito stile sornione e allampanato, come se in fondo stesse facendo sempre la medesima cosa. È una tautologia. Snoop è Snoop e può fare quel cazzo che gli pare. Pure i dischi di merda. E Doggumentary, appunto, è uno di questi, ma alla fine un suo senso ce l'ha.
In primo luogo perché Snoop già da anni ragiona in ottica post-discografica – in pratica i dischi sono poco più che contenitori vuoti e quello che conta è tutto il resto: videoclip, views, apparizioni – e poi perché se nel complesso l'album non regge, vista la sua natura oggi sostanzialmente immateriale (contenitori vuoti, che non vendono, che scarichi), puoi cancellare le tracce che non ti piacciono e comporti il tuo Doggumentary come se niente fosse. Anche perché il suo stile vocale è molto più funzionale sulla breve distanza; dato che sulla lunga, inevitabilmente, annoia.
Qui le tracce significative sono cinque e possiamo considerarci fortunati. Boom, con T-Pain, su beat di Scott Storch; The weed iz mine, con Wiz Khalifa, nuovo eroe del rap da classifica; It's D only thang, su produzione David Banner. E poi i due brani migliori: Wet, che sta a metà tra il suo vecchio capolavoro Drop it like its hot e 808s & Heartbreak di Kanye West; e Sumthin like this night, con i Gorillaz, una specie di marcetta dubbata con Damon Albarn sul ritornello (inferiore però a Welcome to the world of the Plastic Beach, tratta dall'ultimo bellissimo album dell'incarnazione fumettistica dell'ex-Blur, sempre con Snoop come featuring). Il resto è paccottiglia G-Funk debole sia nel rap che nelle musiche, ampiamente trascurabile. Dategli un ascolto, se vi pare. Il vero Snoop, ovviamente, sta altrove.
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