Recensioni

7.4

“First and foremost, I wanted to go back to basics, to strip away any excesses and keep it as simple as possible: one man, one acoustic guitar, no overdubs, no effects, no electricity”. Mette in chiaro le cose da subito Sir Richard Bishop per questo suo ritorno in casa Drag City da quell’Oneiric Formulary uscito in piena pandemia.

E questi “raga del montanaro” – suona meglio in inglese, vero? – nascono proprio dalle coordinate su esposte, anche se in forme più distaccate dalla tradizione e dall’American primitive; più crude e più dirette, più aggressive e ritmate, seppur sempre e solo di chitarra acustica si sta parlando. Ma è l’approccio quel che conta e queste nove canzoni ci propongono un artista che sembra rovesciare le parole con cui si concludeva la recensione del disco precedente: se lì era “un avanguardista che indossa i panni del tradizionalista”, stavolta è il tradizionalista che vuole spostare l’asse della narrazione tradizionale se non più avanti, quantomeno di lato, su un sentiero poco battuto, a margine di quello che, pur riconoscendone la validità storica – e ci mancherebbe – considera una musica “too orderly, too developed, and too safe. Way too safe”.

Con un approccio più selvatico, più boschivo per rimanere nel campo semantico dell’intero lavoro, e l’influenza dei raga orientali, ovvia per un giramondo musicale di tale livello, Bishop forza la tradizione da indefesso sperimentatore qual è sempre stato, sin dai tempi dei Sun City Girls, e ci regala un disco di pura chitarra acustica cristallino e iridescente nel suo essere frutto di ricerca e visione. Visione come quella che ha accompagnato l’americano durante le registrazioni e che gli si materializzava sotto forma di un hillbilly – evidente doppio del nostro – chiuso nei remoti e ancestrali paesaggi delle sue montagne, lontano da tutto e tutti, soprattutto da quel canone di musica primitiva che Bishop affronta di petto in questo ottimo lavoro, finendo con restituirci nove percorsi, nove excursus in (metaforici) boschi oscuri e mai attraversati che sono, in definitiva, una sorta di nuova grammatica per l’American primitive.

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