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Un viaggio psichedelico che è anche un’immersione in strani nuovi mondi al riparo dalle pandemie e dalle depressioni. Angelo Sindaco, storico dj e producer della scena bolognese dagli anni ’90 – che nel corso della sua carriera ha firmato per etichette come ACV, Minus Habens, Eukatech, Irma e altre oltre ad aver fondato la OTO Casa Discografica – approda sulla britannica Misophonia e riprende in mano un setup rigorosamente analogico per condurre l’ascoltatore in un viaggio fatto di suoni e spazi da esplorare. Poliritmi afro e pressioni telluriche si uniscono a synth analogici, modulari e effettistica noise per restituirci un hasselliano Fourth World dallo sguardo techno, tra cromature Blade Runner e superfici extralucide. Bartolomeo Sailer (Wang Inc) e Tatsuya Hirano danno una mano rispettivamente al Serge e al Eurorack modular System.

Edwige’s Theme, in apertura, mischia ritmiche tribali e synth in navicella spaziale, Lost On Those Hills ricrea una foresta digitale di versi di animali robotici in un’atmosfera di tensione meditativa che in Nitroglicerine viene resa da bassi tetri e pizzichi di corde, mentre nella title-track va in scena un affascinante rincorrersi di note, scie e spasmi a là Vangelis. C’è da chiudere gli occhi e perdersi nel paradiso sci-fi di Night Drive o nelle traiettorie tridimensionali che sembravano elevarsi dal terreno di Island Of Despair mentre con I Can’t Own Her (Never Will) si attraversa una prateria di richiami orientali, minacciata da nuvole di bordoni. Sindaco unisce l’esperienza nell’universo techno e nel lavoro ritmico – basta ascoltare gli arpeggi di Tasaday Am – a ispirate visioni sintetico/analogiche che richiamano la digital age di Ferraro e Oneohtrix Point Never e le loro riflessioni sul presente.

In Sukia e Venusia, su ritmi ferventi e ribollenti, che fanno vibrare il corpo di una strana euforia, Sindaco posa melodie evasive, tocchi di piano, presenze spettrali e un vocal immaginifico continuando a spiazzare e coinvolgere l’ascoltatore, trasportato in un deserto scosceso di cactus robotici e dune cristalline.

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