Recensioni

Eravamo rimasti all’album omonimo (Sepalcure, 2011), dove, con grande maestria, il duo composto da Travis Stewart (Machinedrum, JETS) e Praveen Sharma (Braille, Praveen & Benoit) era riuscito a condensare le principali sonorità post-step degli ultimi anni con un’attitudine caratterizzata da irregolarità espressiva e fuga dalle facili etichette, capace cioé d’unire 2 step a percussioni tribali, atmosfere lounge e vocal sample echeggianti. Saggia dunque la decisione d’aspettare e raccogliere le intuizioni delle produzioni precedenti, rafforzando l’esperienza attraverso percorsi individuali (Praveen Sharma ha continuato a produrre sotto il proprio nome) e progetti esterni (Machinedrum, oltre ad aver firmato recentemente per Ninja Tune, è tornato alla ribalta l’anno passato formando il duo JETS con Jimmy Edgar) e mantendosi così contemporaneamente dentro e fuori la tag “future-garage”.
Make You non è altro che un’introspettiva romantica del duo: synth pad e percussioni che rievocano bellezze del passato (vedi il sampling di Love Will Save The Day di Whitney Houston in Make You) che si fanno accompagnare prima da bassline liquide, poi dall’arpeggio di una chitarra classica che dal dancefloor ci ricolloca a un concept da poltrona. Sulle stesse frequenze, He said no, dove i campioni vocali in loop vengono immersi in un’imperturbabile atmosfera che è quasi un benvenuto alla inter city life di Goldie o alla jungle di Lemon D. Segue un footwork tenace, degno del Machinedrum a cui siamo abituati e ritagli ambient estremamente armoniosi (DMD).
Pochi i punti deboli, come al solito studiata ripetitività tecnica del footwork che affiancata ad altri elementi, disordina l’insieme in modo creativo ed efficace, scostandosi, ancora una volta, dagli automatismi di genere.
Amazon
