Recensioni

5.8

Quella di Rosa Luini, in arte Rose Villain, è una storia internazionale all’interno degli impermeabili confini delle chart italiane. La sua formazione e i suoi primi passi nella discografia li muove oltreoceano, negli Stati Uniti, tra Los Angeles e New York, dove consegue il diploma al Musicians Institute di Hollywood e conclude gli studi in arti teatrali e musicali a Broadway incontrando, nel frattempo, Andrea Ferrara, in arte Sixpm, suo futuro produttore esecutivo e marito.

I due raggiungono presto un primato: sono il primo produttore e la prima songwriter italiani a firmare per Republic Records (Universal) già casa di Ariana Grande, Post Malone, Taylor Swifty e altri grandi del mainstream. Ferrara inizierà a frequentare i maggiori studi di registrazione di Los Angeles e a produrre i primi singoli di Luini che allora canta in inglese e fa un (rap) pop rosa caraibico (come la tinta dei suoi capelli allora) a tinte trap (Funeral Party e SWOOP!) alternando canto, furbi titoli (Kanye Loves Kanye con MDNT) e barre perfette per la scena del periodo (Imma call Nicki mènage a trois).

Sixpm ritornerà vincente in Italì dove si imporrà come producer di grido per la scena Hip Hop (vedi Chico, Piango sulla lambo e Milionario di Gué, Don Medellin di Salmo) e per X Factor (al servizio del roster di Hell Raton). Rose Villain, spessissimo al suo fianco come featurer nelle sue produzioni, si farà le ossa anche come solista potendo contare, giocoforza, su tutti gli artisti con i quali i due hanno nel frattempo collaborato. Il risultato è Radio Gotham, disco d’esordio certificato platino spinto da singoli forti, come Fantasmi (con Geolier).

Fino al tormentone estivo Fragole a casa di un Achille Lauro sulla cresta (calante) dell’onda, Rosa Luini e il suo alias non sono di dominio nazional-popolare ma da lì le cose cambiano. Arriverà Sanremo, dove partecipa in qualità di ospite al fianco di Rosa Chemical e poi come concorrente, e un talent show registrato l’estate precedente, Nuova scena, nel quale è giudice a fianco di Fabri Fibra e Geolier; il perfetto contenitore per lanciarla definitivamente.

Breve excursus per dire che oggi Rose Villan è un riconoscibilissimo (e notevole) brand azzurro turchese dagli abiti eccentrici al seguito, un personaggio che si muove sicuro davanti alla telecamera (vedi i numerosi primi piani riservategli dalla regia del sopracitato talent) ed è pronto a conquistare la tv generalista, media interessati al gossip, eventuali Tapiri D’Oro ecc. Le cose che fa – e in cui compare – la gente famosa in Italia.

È pronta cioè per uscire da una musica che ha ricalcato in toto trend e prodotti pensati per l’algoritmo e l’industria discografica, vedi Click boom!, il brano presentato assieme al marito alla 74esima edizione della kermesse, un double-face sonoro tra tradizione canora italiana e dance dozzinale altezza Elettra Lamborghini, e questo Radio Sakura che lo contiene, l’album chiamato a farle fare un salto in termini numerici più che artistici.

Qualità dell’interpretazione a parte (è migliorata – va detto – nel timbro e nel colore), rispetto al debut, Rose Villain non rischia nulla e fin dalle prime note di Hattori Hanzo sembra anzi tradire quanto pontificato alla Nuova Scena in quanto a personalità, riconoscibilità e girl power (la scaletta ha un solo feat. donna su cinque totali).

Se nei cerchi più grandi del mainstream il rap quasi non c’è (Sanremo docet) in tracklist latita e forse neanche esiste davvero, sepolto com’è da ampie linee melodiche, quadrate ed orecchiabili che tolta la sopracitata opener (dal buon inciso e con un’ottima Madame) e la sadness suicidaria di Cattivi pensieri (con un ritornello da hit di ThaSup), si perdono in un mare di ovvietà a favore di playlist.

Il ritmo bachata da spiaggia di Come un tuono (con Guè) funziona su Tik Tok e diciamo pure solo lì, il pezzo con la base di Tainted Love (IO, ME ED ALTRI GUAI) se non è una trollata poco ci manca, e meglio non vanno le sterili inflessioni “punk-rock” de Il mio funerale o quelle filo trap di Huh?. La ballad suicide girl sotto gli ormai abusatissimi temporali, Trasparente, sparpaglia poi del tutto le carte, è lì per scaldare i cuori degli ultra teenager, ma davvero è questo l’universo emotivo di una 34enne?

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