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7.7

Dopo un sorprendente lavoro dedicato, obliquamente e in modo sognante, a rivisitare il pop di Celine Dion e un altro paio di collaborazioni con Dean Hurley, Fade Into You segna per alcuni versi il debutto lungo vero e proprio di Romance – progetto di cui poco o nulla si sa – su etichetta Ecstatic.

Il recinto di riferimento, lungi dall’avere paletti troppo rigidi, è quello di una vaporwave matura, di meditazioni e loop eterei che sembrano arrivare dai coni plasticosi di un cassette-stereo, o ancora il convitato di pietra che risponde al nome di Daniel Lopatin. In copertina Marlene (Irm Hermann), dissimulata da una sfocatura che è sia un velo sul soggetto che soggetto stesso della foto, l’assistente muta di Petra von Kant nel film di Fassbinder cui Romance intende offrire un contraltare sonoro, per un disco che si apre con degli archi sognanti (I Hear a Symphony) che attraverseranno tutti i quaranta minuti del lavoro, insieme a synth algidi e voci choppate (Breathless, For All Eternity). Quasi del tutto annegata la componente ritmica, restano gli scricchiolii (Take my Breath Away, Some Enchanted Evening), i bordoni con un nonsoché di orientale (Golden Slumbers), aperture sinfoniche che hanno il sapore e la luce di un’alba invernale (Never Will) o una forza narrativa sorprendente (When You Whish Upon a Star, Hymn to the Sea).

Come una colonna sonora che si fosse impigliata in un solco, o un glitch visivo che riproponesse a ripetizione uno stesso frammento, il racconto di Romance – sempre ruotando attorno a tematiche amorose, di un amore che nasconde pressoché tutto dietro il proprio velo – procede per decadimento: riporta, com’è inevitabile, alla mente l’opera monumentale di The Caretaker sull’Alzheimer, ma anche all’Apollo o la Discreet Music di Eno, o ancora le più recenti composizioni dall’atmosfera subacquea di Malibu, confermandosi tra i progetti più interessanti, affascinanti ed emozionanti in area ambient/classica.

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