Recensioni

6.5

Leggendo ciò che scrivevamo a proposito del precedente Now Is del 2022, Landscape from Memory di Rival Consoles non si presenta molto differente. Il mood escapista, ottimista e melodico, le sperimentazioni minimaliste nate dalla fusione di sintetizzatori e strumenti acustici, e dal desiderio di umanizzare il suono delle macchine, fuggire in mondi di fantasia tra colori ed euforia, sono caratteristiche di quello che lui definisce da sempre “songwriting per elettronica”, che ritroviamo anche qui, in questo lavoro nato da un anno di stasi nella vita di Ryan Lee West, segnato comunque da qualche novità, come l’abbandono dello storico studio di Hackney che ha facilitato un approccio più libero, portandolo a comporre anche in stanze d’albergo di New York o durante una residency in un locale di Lisbona.

La title track contiene tutto ciò che è ormai standard nella produzione elettronica contemporanea: synth ipersaturi, melodie trance virate sul cinematografico ambientale, caratteristiche che West declina in senso romantico-esistenziale, magari pensando a Roger O’Donnell dei Cure o alle perfette geometrie delle fredde architetture nordeuropee. Altrove i ritmi sono rigorosamente spezzati, come Burial ha insegnato, ma con groove sottovuoto; le suggestioni sono quelle che abbiamo sentito molte volte, da Jon Hopkins (che però ha sempre portato con sé mondi agresti, qui del tutto assenti) al primissimo James Holden, passando per Clark e i massimalismi degli anni ’10 e il sound design. Anche il drop con basso sordo e pervasivo che interrompe il viaggio per poi farlo ripartire è da manuale, ma è l’anima che manca, seppur fungano da motore anche sentimenti amorosi, vedi Catherine, che è una dedica alla compagna.

Che Rival Consoles suoni prevedibile è inevitabile: fa parte di un approccio che lo vuole artista elettronico prestato a potenziali installazioni, mostre e performance festivaliere con visual annessi e connessi, magari qualche lavoro su commissione per sfilate di alta moda. Il suo tocco non ha perso del tutto l’ispirazione e tecnicamente siamo sempre su livelli impeccabili, ma se cercate un ascolto che sposti un po’ l’asticella, che provochi il brivido dell’inatteso, la sorpresa, la vertigine, anche solo una lacrima, né questo disco né questo percorso artistico fanno per voi. Per chi scrive, in primis.

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