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Il 14 dicembre 2021 esce Shakerando, uno dei tormentoni estivi italiani più longevi della storia recente. All’epoca Rhove era in rampa di lancio, con un paio di singoli all’attivo. Il pezzo parte quasi in sordina, ma con il passare dei mesi esplode, anche trainato dalle sue caotiche performance “dal vivo” divenute nel frattempo virali sui social, specialmente su Tik Tok.

Poi succede qualcosa. Nel pieno dell’estate, durante un dj set, il milanese, scocciato nel non sentire l’entusiasmo nel proprio pubblico, decide di abbandonare anzitempo il palco. Ne nasce una querelle ai limiti del grottesco con persino i Pinguini Tattici Nucleari a schierarsi apertamente contro il suo modo di fare. In pratica, ai suoi spettacoli (in playback) è più impegnato ad aizzare i fan che a tenere il palco, un atteggiamento che già gli aveva attirato numerose critiche dentro la scena.

Con l’hype in picchiata, Rhove è costretto a reinventarsi. Mette da parte le scenette da trap star e si concentra solo sulla musica con risultati poco soddisfacenti, come dimostra il frammentario EP Provinciale e questo Popolari, primo lavoro d’ampio respiro.

La produzione, dispersiva e poco caratterizzante, è l’abito che fa il monaco di un rapper che ricalca tutto ciò che funziona (e che ha sempre funzionato) nella trap nostrana a partire dal classico canovaccio bipartito tra cafonate e intimismo di maniera.

L’ouverture, affidata alla riflessiva title track, si muove su un sample preso dal tema di Love Story, tappeto per un flow à la Baby Gang (ma non come Baby Gang); nella successiva Mama traspare più luce ma ancor più stereotipo (il tema, didascalico, è l’Africa); lo stesso accade nella mediorientale (e calcistica) Zig Zag, banger mancato seppur cercatissimo. In questo trittico iniziale c’è ciò che serve per leggere le sorti delle restanti tredici tracce.

Pochi gli episodi degni di nota: spicca l’intervento di un buon Emis Killa in Imputati, la malinconia a ritmo dance di Cosa sai di me (feat Kuremino) e l’intimismo dell’Outro (non piango più). Poi, chiaro, andranno fortissimo la cassa dritta e le spezie caraibico-francesi di Amore mio (con Sfera Ebbasta e Jul), pezzo con l’arpa molto Four Tet che riprende chiaramente i canoni di Shakerando e che potrebbe proseguire il filotto di hit aperto da Pelè e Petit fou fou (con Anna).

La materia su cui lavorare ci sarebbe anche, ma appare evidente quanto Rhove si trovi più a suo agio nei letti degli altri che non nel suo. Periodo di transizione? Paura di fallire in una game dominato dai numeroni? Chi è Rhove? Al momento, uno dei tanti.

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