Recensioni

C’è una scena bellissima di un vecchio documentario su Detroit in cui Kevin Saunderson va in un negozio di dischi e mette su alcuni pezzi. Quando un pad scuro entra su una traccia, inizia a parlare del suo amore profondo per i suoni scuri e grassi uniti a ritmiche efficienti. Lo fa con un trasporto contagioso. Ride e va quasi in estasi di fronte a quei suoni e quei ritmi. Nonostante una carriera lunghissima, con qualche caduta di tono recente piuttosto evidente, Kevin Saunderson è stato soprattutto questo: un convogliatore unico di quelle incredibili energie sbocciate tra la fine degli anni ‘80 e gli inizi degli anni ‘90. È stato capace di mettere assieme groove pazzeschi di stili diversi e melodie che ti entravano nel cuore come coltellate di piacere. Ha usato diversi pseudonimi e prodotto tantissimi brani mantenendo sempre un equilibrio perfetto fra sperimentazione e ballabilità. Alcuni sono entrati nell’immaginario collettivo come Big fun (sotto lo pseudonimo Inner City), Rock to the beat (Reese) e The sound (Reese & Santonio assieme a Santonio Echols). Altri sono stati dei crossover mirabili tra house e techno come Definition of love (Kaos assieme alla moglie Ann), o fra techno e breakbeat come The savage and beyond o Up Tempo (Tronikhouse).
In ogni caso, tra il 1987, anno della prima uscita sulla sua label KMS, e il 1991 ha sempre centrato l’obiettivo di far ballare, creando un prodotto musicale universale che sapeva dialogare con il presente e con il futuro. A volte è andato oltre creando brani a sé che erano la perfetta fusione fra house e techno. Fra tutti il singolo Inside out uscito su Fragile Records, sub label della Transmat di Derrick May: una gemma nascosta di cui forse si parla troppo poco. Il progetto nasce dalle capacità creative di mastering di Ron Murphy, leggendario tecnico di Detroit che con la sua NSC (National Sound Corporation) ha fatto master e stampato praticamente tutta la Techno di Detroit.
La società aprì nel 1989 e venne subito notata da Derrick May e Juan Atkins. I due le commissionarono diversi loro lavori e sparsero la voce in città. Fra tutti, quelli più attivi furono Kevin Saunderson con la sua KMS e subito dopo Underground Resistance, con cui ci fu un sodalizio decennale fino alla morte di Murphy nel 2008. Fra le tante novità tecniche che Murphy introdusse ci furono i locked grooves, ovvero dei loop di quattro battute disposti all’interno dello spazio del vinile e soprattutto il backwards: la puntina doveva essere posizionata alla fine del disco per farlo suonare per poi andare verso l’esterno.
L’idea venne proposta a Murphy da Kevin Saunderson per questo suo 12” che venne appunto chiamato Inside out. L’idea tecnica era sorprendente e innovativa ma la potenza dei due brani che Saunderson scelse per questo EP era tale a prescindere. La più famosa è Bassline, remixata qualche anno fa da un Joris Voorn mai così efficace e dal tocco funky-techno di Ben Sims. Il brano è pura scienza detroitiana: ritmica chirurgica ad incastro con una cassa in quattro morbida al punto giusto e un hi-hat inusuale, quasi un ride, aperto e svolazzante, su una magma di bassi FM che sprizzano DX 100 & C da tutte le parti. Un groove gommoso e alieno che è la perfetta espressione di quello che la techno sarebbe dovuta essere sempre ed è stata troppo poco.
Sull’altro lato una delle mie tracce di Detroit preferite di sempre, Funky funk funk. Difficile definire un pezzo tanto unico nel suo genere: la lotta tra la cassa quasi nasale e lo snare mutante iper-riverberato crea un groove micidiale su cui si innesta uno dei giri di hi-hat più incredibili della storia della techno. Su questa magia entra un basso sgarbato impostato sulle frequenze medio basse e un urlo sintetico, ripetitivo, quasi lancinante. Ma non c’è alcun dolore in questo brano che è anzi un inno alla liberazione, un ibrido totalmente inedito che genera voglia di ballare in bilico fra eccitazione ed isteria. Un abbraccio virtuale e universale al futuro che sarebbe sempre dovuto essere e che inserisce Saunderson nell’empireo dei giganti della techno. Ep imperdibile per ogni amante della techno della Motor City.
Amazon
