Recensioni

Cadere Volare. Sangiovanni arriva al suo esordio sulla lunga distanza con le spalle ormai larghe e un successo generazionale consolidato. Un anno e un Sanremo dopo l’EP d’esordio, la ricetta del suo pop dallo spettro smaccatamente ampio è cosa ormai brevettata. Flow sbiascicato e canto sguaiato (in corsivo, o più semplicemente chiudendo e aprendo le vocali alla carlona) abbinati a una dannatissima faccia da bravo ragazzo: è questo il frame nel quale ha definitivamente trovato la propria dimensione Giovanni Damian, forte di una poetica generazionale curata nei minimi dettagli e una pletora di produttori pluriplatino a portarlo in palmo di mano.
cadere volare è il pezzo omonimo che apre il disco, e dalla strofa sembra quasi letteralmente un pezzo di Pop X: tant’è che alimenta superflue aspettative subito disattese, perché anziché prendersi davvero in giro il nostro Sangio ci tiene a inserire nel testo tutta una serie di metafore e coppie dicotomiche (inferno/paradiso, cielo/mare e, appunto, cadere/volare) non propriamente originali ma infiocchettate per bene da Dario Faini che produce e co-firma (insieme a Alessandro La Cava, vero e proprio enfant prodige dell’autorialità contemporanea). Anche che gente siamo mostra in controluce potenzialità ironiche e surreali – grazie a un inizio quasi da filastrocca, prima di sciogliersi in invettive approssimative che riescono soltanto a risultare innocue per non dire ridicole; cortocircuito è firmata da prezzemolini Takagi & Ketra e strizza l’occhio a un Giorgio Poi e al filone itpop risultando probabilmente l’unico episodio da salvare nel complesso, insieme alla copia carbone Parolacce – sempre con Faini – La Cava.
Anche perché nel compulsare stilistico messo in scena lungo i dodici brani di questa mezz’oretta abbondante, amica mia tocca vette di cringe (quell’assolo latineggiante di chitarra acustica, davvero?) raggiunte e superate soltanto dalla techno scipita di duedinotte – scritta insieme all’amica Madame – in cui Sangiovanni si misura con un intermezzo rappato eseguito semplicemente male. La coppia di ballate sigarette alla menta (che articola una storia amorosa incomprensibile attorno al feticcio più banale che esista, giocando con quell’immaginario che fu indie e calza decisamente meglio su un Tommaso Paradiso) e cielo dammi la luna (struggente falsetto su pianoforte, prontamente estratto come singolo), una di seguito all’altra nel centro di una scaletta disomogenea e variegata.
Di Farfalle, come avevamo a dire in occasione della partecipazione sanremese, resta poco o niente oltre alla vagonata di visualizzazioni garantite da altri producer che sanno molto bene come si fa a piazzarsi in classifica (Merk & Kermont con il loro collettivo Itaca). Insomma: Cadere Volare è esattamente la versione espansa dell’esordio corto di Damian: una sequela di pezzi – buoni per fare ascolti – dei quali Sangiovanni è interprete e maschera a tutto tondo.
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