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A volte rimanere uguali a se stessi non è la strada giusta: prendi gli Arctic Monkeys, e quanto sono cambiati nel tempo rimanendo coerenti con il loro DNA. A tal proposito, sono passati dieci anni da Humbug: un’eternità, eppure sembra ieri. Più o meno in quello stesso periodo i Ra Ra Riot muovevano i primi passi che da Syracuse li avrebbero portati al contratto con la Barsuk Records.

Ascoltare oggi la band statunitense significa tornare indietro nel tempo; Superbloom sembra uscito nel 2009 e profuma di quel periodo storico in cui l’onda lunga di MySpace cominciava a cedere il passo a Facebook. Un decennio dopo, però, rischi di ricascare nell’indie policromatico di Flowers e nella voce cristallina di Wes Miles. La dark side della situazione risiede nel fatto che lo scorso Need Your Light sembrava molto più ispirato, ci si adagia quindi sulla nenia di Bad To Worse o sul piglio danzereccio di Bitter Conversation.

Insomma, tutto già ascoltato e, nonostante il gran gusto che i Nostri non hanno mai perso, il quinto album dei Ra Ra Riot difficilmente lascerà il segno in un 2019 ricco di album interessanti. Una cosa però gli va riconosciuta: bastano le prime note di This Time Of Year per tornare indietro nel tempo. Parafrasando i Manic Street Preachers, «Proust would be proud of you».

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