Recensioni

Va bene la filosofia del lo-fi, va bene assecondare un certo filone stilistico e di approccio sonoro, però va detto che per fare i dischi devono esserci dei contenuti. Delle idee. Non basta ricevere la benedizione da Pitchfork per vivere di rendita e impressionare il recensore di turno. Un drumming impreciso, chitarre elettriche in pieno stile dream pop che non si discostano dalla canonica formula composta da base ritmica più overdub di arpeggio, e un cantato (maschile o femminile, a seconda dei casi) missato male: va bene sposare l’estetica del grezzo, della spontaneità del garage, ma a tutto c’è un limite. E quando non ci sono nemmeno le canzoni il problema sorge eccome. C’è un confine sottilissimo tra la chitarra dissonante e quella fastidiosa messa lì a creare una sensazione di disagio (Talk); così come c’è un labile filo rosso tra canzoni uguali e simili (Interesting No. 2 e Afraid). In questo caso Soft Opening, il secondo disco degli americani Posse (da Seattle), non riesce a salvarsi, pur restando gloriosamente ancorato agli stilemi del dream e tweet pop, di Sarah Records, dei Pavement più sbilenchi e delle ambientazioni slowcore di gente come Galaxie 500.
Intendiamoci: le melodie, seppur flebili, hanno il loro peso in questo album, ma non arriva quella forte ispirazione che in questo caso può salvare un prodotto fortemente di genere. Tranne qualche sparuto caso, come ad esempio Shut Up e la sua lunga cavalcata sonora, oppure l’indovinato e soleggiato pop di Jon, la sensazione è che non ci sia davvero nulla di rilevabile all’orizzonte, per questo trio pressochè uguale a tanti altri sulla faccia della terra.
E allora lunga vita al pop e all’estetica del non troppo levigato, del lazy indie targato ’80/’90, della musicassetta e dell’old fashioned: se avrete la costanza di mantenere questa visione per tutta la durata dell’ascolto di Soft Opening, o semplicemente se siete fan del genere senza troppi peli sullo stomaco, avrete passato del tempo piacevole. Se invece cercate qualcosa di diverso o almeno una variazione sul tema, magari eseguita e resa adeguatamente a livello sonoro, passate oltre.
Amazon
