Recensioni

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Nel 2023 è stata Water a sbatterla in prima pagina: oggi gli oltre 1,5 miliardi di stream su Spotify ne danno la misura di un successo che con A*POP Tyla prova a bissare. Il biglietto da visita è un brano pubblicato già parecchi mesi fa, CHANEL, con PARTYNEXTDOOR. L’abito è quel misto di R&B Y2K aggiornato attraverso l’amapiano, cambia l’attitudine però, e anche un produttore.

La popstar di Johannesburg arrivava al grande pubblico con un album omonimo sensuale e disteso nel quale convivevano Rihanna e un pizzico di Beyoncé: una proposta che non viene stravolta ma arriva dalla porta d’ingresso di un singolo provocatorio che mette sulla stessa linea amore e lusso. Quel martellante put me in Chanel è un posizionamento perfetto per bucare il mercato post-trap e non stupisce che oltre al britannico di origini nigeriane P2J ci sia Ian Kirkpatrick, l’uomo dietro a successi come New Rules di Dua Lipa, una matta nel mazzo di un gruppo di produttori locali che è poi sostanzialmente lo stesso dell’album precedente. She Did It Again ne è l’altra faccia, un duetto con Zara Larsson (l’unica collaboratrice non sudafricana) che ricalca un po’ quelli di Shakira con le beniamine di cui sopra.

Il resto di A*POP non è altrettanto potente ma, nel tentare altre strade a costo di annacquare l’amapiano, è comunque un buon compromesso tra un Sudafrica ancora al centro dell’identità del disco e ambizioni internazionali. Si guarda al rave (Kiss), al synth-pop (Fairytale con i Liquideep, che è poi un’interpolazione di un loro brano nonché un pezzo della tradizione pop/house sudafricana) come al dream pop (Crazy for Me, in cui MaWhoo canta in Zulu), tante direzioni che non sempre Tyla riesce a tenere assieme con il suo physique du rôle e storie di highs and lows amorosi.

Già dall’opener Is It, con la chitarra elettrica, le finalità del disco risultano chiare e stanno fuori dalla progettualità che avrebbe dovuto tenerlo assieme. L’epoca più spensierata in cui MTV governava il mercato, il ricalco di linee melodiche e ritornelli di quell’epoca: tutto chiaro. È una retro star e il “popiano” della casa regala ancora buoni singoli, così come non mancano altre gemme (Right Now), in questa collezione di brani pensata per le chart ma senza annientare la propria personalità per ottenerle.

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