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Dopo Il Pomeriggio Non Si Sa Mai Bene Cosa Fare, vinile 12” dall’afflato sperimentale tra impro post-krauta, ossessiva psichedelia cinematica, rumorismo (avant)rock e dilatazioni free-rock, e l’esordio a tinte indie-90s di White Death Black Heart, i due quasi tre Peter Kernel – Aris Bassetti e Barbara Lehnoff, svizzero lui, canadese lei, entrambi cresciuti nel giro arty del Visual Communications And Design School di Lugano – tornano incupendo ancor di più le dinamiche sonore del disco d’esordio.

Post-punk/wave sulle ascisse, indie anglosassone anni 90s sulle ordinate, ma con tante piccole variazioni sul canone – vedi alla voce arty, soprattutto – fanno di Thrill Addict – album costruito ed elaborato a pezzi duranti le pause tra i lunghi tour e incentrato sul “prendersi dei rischi nel tentativo di capire che orma dare alla propria esistenza” – un piccolo gioiellino di indie per il terzo millennio. Probabilmente influenzato, nei momenti più ritmici e groovey dall’esperienza Camilla Sparksss (lo spin-off electro di Barbara, che vede coinvolto anche il compagno), come accade ad esempio in Your Party Sucks, Thrill Addict si fa preferire per i passaggi più cupi, paranoici, ossessivi.

I tre prendono i Sonic Youth di mezzo – da Goo a Experimental Jet Set, passando per Dirty –, certi slanci alla Breeders (It’s Gonna Be Great), un gusto particolare per certe nenie wavey ripetute e monocromatiche (una tribale Supernatural Powers che potrebbe durare in eterno) e frullano tutto sotto una luce al neon fredda e distaccata che gioca di continuo con chiaroscuri e ombre, rielaborando decenni di ascolti – prendete la joydivisioniana You’re Flawless, dal plagio al nuovo in 3 minuti netti – in forme, incastri e ricombinazioni non nuove, ma godibili. Della serie, provate voi a registrare un disco di un’ora facendo sembrare che duri la metà. Nulla di nuovo sotto il sole, ma con gran classe.

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