Recensioni

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C’avevano incuriosito con il singolo apripista Anthem Of Hearts e, prima ancora, con quell’esperimento strambo che era il 12” Il Pomeriggio Non Si Sa Mai Bene Cosa Fare avevano dimostrato di non essere una band a dir poco eclettica e incapace di accontentarsi.

Ora i tre svizzero-canadesi in formazione mista tornano con un album lungo per AfricanTape inaugurato proprio da quel singoletto che in 3 minuti scarsi circoscrive il giardino dei desideri e indica il senso dell’intero album: un 12 tracce in grado di riesumare l’indie rock meno ortodosso dei mid-90s, capace di mischiare melodia e dissonanza, rumore e forma-canzone, energia e cesello.

La Gioventù sonica di Experimental Jet-Set e Blonde Redhead sono, insieme al versante più wavey dell’indie (un nome su tutti, Deerhoof), più di una ispirazione soprattutto quando a tirare le fila di un suono irto e ispido è la voce della bassista Barbara Lehnhoff, esattamente al guado tra una ventenne Kim Gordon e una Kazu Makino mitteleuropea. Vedi alla voce Hello My Friend o I’ll Die Rich At Your Funeral – grandi intrecci vocali e interplay tra ritmiche tribali e chitarre in overdrive – per averne conferma.

Messa così, però, sembrerebbe che i tre – i maschietti Aris Bassetti alla chitarra e Ema Matis alla batteria completano la formazione – siano fossilizzati ad un preciso ambito e ad un preciso periodo temporale, come una adolescenza che non vuole mai passare. Ma le svisate anthemiche da disco-punk/wave-spastica di Panico! This Is Love, la nenia post-punk al metadone di The Captain’s Drunk e l’indie-panzerkorp di Make, Love, Choose, Take dicono di una formazione capace di metabolizzare il passato e guardare al futuro. In poche parole, uno dei migliori dischi “indie” ascoltati quest’anno, senza che il virgolettato suoni come una parolaccia.

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