Recensioni

Parallelamente a Hayden Thorpe anche Tom Fleming continua la carriera solista con Endless Rain. A differenza della voce principale della band dalla quale entrambi provengono, i Wild Beasts, l’ex bassista del gruppo continua a firmarsi One True Pairing ma il suo è un percorso in tutto e per tutto solista tanto più che è l’introspezione e la catarsi a contraddistinguerlo. In comune tra i due, anche il prefisso art della formazione d’origine ma anche l’amore per Anohni; per Fleming in particolare valga anche un paragone con Mark Hollis e i tardi Talk Talk (Tunneling).
A quest’ultima influenza si ricollega il fluido impianto da camera che caratterizza una parte delle composizioni di questa seconda prova, la prima a cinque anni dall’omonimo esordio, One True Pairing che sconfinava dalle parti di un’elettronica intima e delicata a supporto di tematiche fortemente politicizzate e riflessive.
In Endless Rain troviamo un autore introspettivo, ancora alla ricerca della propria voce, con più cambi di timbro e registro nel corso di tredici composizioni che spaziano dal folk in fingerpicking a composizioni più strutturate e uptempo, un viaggio tra emozioni e ricordi di come sia riuscito a tirarsi fuori da un periodo che ha visto crollare certezze personali oltre che creative, fino a deflagrare definitivamente durante la parentesi pandemica.
Si passa da un art rock non lontano dai Wild Beasts a del folk in purezza (Human Frailty), da dell’indie rock confidenziale altezza Elbow (Mid-life Crisis, A Landlord’s Death) a costruzioni più orchestrate à la Ben Harper di Wide Open Light (Prince of Darkness) o anche dalle parti dello Springsteen più essenziale (Endless Rain).
Registrato negli studi Hellfire di Dublino nel 2022 con il produttore John “Spud” Murphy (Lankum, black midi, Caroline), Endless Rain è un tanto vario quanto solido realizzato con la collaborazione di Josh Taylor-Moon, che lo ha arrangiato, ingegnerizzato e suonato e di Cormac MacDiamarda dei Lankum e Eleanor Mylor dei Percolator.
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