Recensioni

6.7

Così come Hayden Thorpe, anche Tom Fleming prova a settare nuove coordinate dopo la scioglimento dei Wild Beasts. Qualcosa in comune, infatti, c’è: elettronica delicata, intimismo e una delicatezza che aveva poco spazio tra i muscoli che risaltavano nel sound granitico ed epico della band britannica. Nel suo One True Pairing, Fleming riesce a far collimare strutture pop con un ascolto che è tutt’altro che facile, questo perché l’art pop nel background dell’artista è ben saldo.

Per certi versi, nulla di nuovo: voce e gusto sono conferme di un estro mai celato, che in King Of The Rats Dawn At The Factory interseca i punti più alti dell’album. I titoli potrebbero bastare a capire quanto lo storytelling di Fleming sia incentrato sullo spaccato sociale di questi anni, filtrato da un punto di vista personale fondato sulle dissonanze. One True Pairing è, infatti, un disco d’amore eppure alienante, politico, e allo stesso tempo riflessivo. Vale lo stesso discorso fatto altre volte: in questo caso la somma dei due è superiore al valore dei singoli, ma, come per Thorpe, arrivati a fine ascolto si ha la netta sensazione che album così siano necessari. Perché, in fondo, c’è sempre bisogno di poesia, soprattutto in questi anni sterili e superficiali: «Where the strip lights shine, I give you my life».

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