Recensioni

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A suo tempo (eravamo nel 2015) vi avevamo parlato molto bene dell’esordio di Omake, Columns, e sempre su queste pagine avevamo anche intervistato Francesco Caprai in merito al progetto. Il seguito arriva ora non più strettamente in proprio, ma appoggiandosi agli Shune: il risultato è RAW, un disco collaborativo da intendersi comunque a tutti gli effetti come il sophomore del progetto Omake. Se il precedente affondava le sue radici in uno spiccato retaggio post-punk direttamente figlio dei trascorsi di Francesco, e solo in seguito si innestava su produzioni elettroniche, ora l’asse è definitivamente spostato su un intimismo post-hh e r&b figlio un po’ di Frank Ocean, un po’ dell’ultimo Bon Iver, e anche del giro DVSN e compagnia.

Si coglie bene il mood generale già dal video di Truths & Enemies, con le ragazze in intimo che si strusciano, fanno la guerra dei cuscini, si accendono i blunt, girano in pullman e prendono il sole (le ultime due purtroppo non in intimo). Inquadrature lente, morbide, un po’ assonnate e crepuscolari che seguono fedelmente la controparte musicale. MFL è un po’ il brano più riassuntivo: una ballad intimona con il beat rarefatto e pensoso e pure qualche chitarrina elettrica di sfondo (come già nell’introduttiva Honda 95) a colorare. La palette comunque non si fossilizza troppo sul binomio spleen/r&b riflessivo, ma si allarga anche ad episodi come Sidewalks / Grace Fireworks, un boom-bap piacevolmente classico che si arricchisce di vocine liofilizzate e svolazzi pianistici vari.

Fa piacere che l’Italia da esportazione (brutto tag ma ci capiamo) continui a proporre uscite così buone: LNDFK, Christaux, Joan Thiele, Yombe, L I M (per restare ai progetti più spendibilmente “pop”, perché altrimenti ci sarebbero anche Senni, Populous, Clap! Clap!, eccetera). Omake già aveva convinto; ora in questa veste semi-nuova, si conferma generosamente.

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