Recensioni

Mala tempora currunt. Da cui puoi uscirne vivo – e forse anche ben pasciuto – ma di certo poco combattivo, mancando il che e il come, gli appigli dei (famigerati) ideali e – massì – qualche straccio di eroi. Non cercateli tra gli Offlaga Disco Pax, questi eroi vacanti. Se il disco d’esordio sciorinava una residua fierezza, l’appartenenza orgogliosa ad un passato comunque passato ma ancora in grado di mollare qualche salutare nocchino al presente, beh, con l’opera seconda Bachelite accade un’implosione emotiva che ti lascia nello sconcerto e nell’amarezza. Nell’impotenza.
È un album coeso e curato. Che non insegue clamori. Che incrocia chitarre e tastiere e batteria digitale ottenendo una trama perlopiù tremebonda – electro wave da Suicide sotto sedativo, da Echo & the Bunnymen compressi, da CSI laconici, da Giardini Di Mirò cibernetici – sempre comunque ben armonizzata al reading mai sopra le righe di Collini. Che ci fa sorridere amaro in Cioccolato I.A.C.P. (forse il suo miglior testo di sempre), ci scuote sgranando sdegno civile in Sensibile (chiosato da un ragguardevole violoncello), esercita disanima sociopolitica spacciando autoironico sarcasmo in Lungimiranza. Eppoi, massì, rialza un po’ la testa e la fierezza con una pressante Onomastica (livida come un Mark Stewart stilizzato Art Of Noise, e ci sta bene pure il sax) e poi soprattutto con una Ventraleche, evocando il mito di Vladimir Yashchenko in uno sfrigolio sintetico di moog, ti sbatte in faccia l’aridità ideologica / iconografica lasciataci in dote dalla deliziosa abbondanza post-comunista post-capitalismo post-tutto d’oggidì.
Anche la conclusiva Venti Minuti– la memoria del padre e la commovente, meccanica, equivoca ostinazione di un vecchio commilitone nel non crederlo morto – a ben vedere non sfugge alla regola dell’intimo esploso nel reale e viceversa. Nel complesso dunque, tolti forse un paio di momenti tendenti all’automatico (Superchiome, Dove ho messo la Golf?, non possiamo che dirlo un album riuscito. Ed è questo il problema. Gli Offlaga Disco Pax hanno messo in piedi proprio ciò che intendevano: una guerriglia a bassa intensità. Il rischio è che l’elefante non s’accorga del solletico. Il timore è che essi stessi finiscano per non esserne più solleticati.
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