Recensioni

Dopo Marracash, Salmo e Gué riecco anche Noyz Narcos: l’ultimo anno è stato quello dei quarantenni dai grandi ritorni. Dischi solidi, difficilmente capolavori (il dubbio resta forse solo per NOI, LORO, GLI ALTRI) ma attestati di salute da parte di nomi storici ormai cristallizzati nella loro rispettiva comfort-zone, e non è detto che sia un male. Noyz non si discosta da quest’ottica: Virus è un prodotto di genere come potrebbe esserlo un buon poliziesco italiano degli anni Settanta, uno yakuza-movie di Takeshi Miike, insomma un qualsiasi film di exploitation d’autore. Ha tutti gli elementi al posto giusto, mai si discosta da quello che il suo pubblico si aspetta da lui e in questa aderenza evita qualsiasi tipo di rischio o scivolone. Non che questo comporti per forza accuse di paraculismo: NN è sincero sempre (o almeno lo suona), più calmo e compassato rispetto al passato nel suo flow pachidermico. Del resto siamo nel disco di un quarantenne, e pretendere la stessa rabbia di un Non Dormire sarebbe anacronistico e ingiusto.
Quindi tutto funziona e nulla è troppo ispirato: le basi di Night Skinny (e Sine) sono perfette, con un gusto invidiabile sia classico che fresco; dei tanti feat. presenti (a quanto pare è difficile rinunciare a un taglio pro-playlist) diversi sono molto a fuoco – Rasty Kilo su tutti, e la rimpatriata di Verano Zombie PT. 3 con Metal Carter e Gemello – trucerie assortite su una malinconica base G-funk – è un successo. È già tutto riassunto nell’introduttiva Uomo a Terra: «Non voglio cambiare, l’ho scelto questo». In una scaletta senza filler manca però un capolavoro à la Sinno Me Moro, i ritornelli melodici delle varie collaborazioni non sempre sono incisivi, gli strombazzati feat. internazionali di Raekwon e Cam’ron sono un po’ tristini e appiccicati col bi-adesivo (sembra che debba essere sempre così nei dischi hip hop italiani con ospiti americani), insomma è veramente difficile gridare al discone.
È un buon lavoro di un veterano sempre bravo e orgoglioso nel fare quello che sa fare da vent’anni, e che il suo pubblico giustamente si aspetta. «Noyz è quel tipo di merda che t’ascolti quando sei in serata / E rompi lo specchietto tagliando la strada», niente di più e va bene così.
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