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4.4

L’esordio sulla lunga distanza dei Nothing But Thieves, band inglese che ha già all’attivo aperture di rilievo come quella ai Muse dello scorso luglio in occasione del Rock in Roma, è un concentrato di classic rock con accenni di elettronica del nuovo millennio. Un percorso in tutto e per tutto parallelo alla deriva che la formazione di Bellamy ha intrapreso negli ultimi anni, e va da sé che se il riferimento principale non brilla per creatività, il risultato non può certo dirsi originale.

Il grande demerito, in questo caso, è da un lato l’impressionante somiglianza di voce e strutture fin troppo care ai Muse (Excuse MeBan All The Music), dall’altro una scrittura che risulta per lo più banale e poco incisiva. Hostage ha un bel riff di chitarra nella parte centrale e una bella linea vocale in falsetto, ma poi ricade nell’errore del già sentito, trito e ritrito, riproposto senza un approccio personale e con poca convinzione. Così i sedici brani della tracklist della versione deluxe risultano un monolite difficile da digerire, un flusso incostante in cui qualche sprazzo di originalità e di idee funzionali fa timidamente capolino, ma rischia anche di essere ben presto inghiottito dal bisogno di rifugiarsi nella sicurezza di formule di cui si è fin troppo abusato.

I Nothing But Thieves hanno però le idee chiare: si rivolgono ad un audience preciso, perseguono il tentativo di far breccia sui fan di un certo rock mainstream che col tempo può anche garantire gli stadi ma che permane nella sua staticità stagnante. I cinque ragazzi hanno iniziato a comporre musica sin dai tempi del liceo, ma ascoltando il loro precedente EP It Can’t Hurt You si ha quasi la sensazione che il tempo abbia fossilizzato la loro urgenza creativa. Gli sprazzi pop della scorsa pubblicazione sono ora scomparsi finendo per coincidere con un azzeramento totale, in termini di originalità, della proposta. Non che alla band si stia chiedendo l’equivalente di ciò che i Radiohead fecero con Kid A, ma un minimo di riconoscibilità questo sì, mentre qui siamo dalle parti della stragrande maggioranza di gruppi che propongono un rock a metà tra Velvet Revolver e 30 Seconds To Mars.

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