Recensioni

Fuori dai binari della deep house melodica, Maya Jane Coles riprende, a quattro anni dal precedente album, il progetto parallelo Nocturnal Sunshine. Un moniker con cui esplorare una forma di songwriting elettronico più introspettiva, buona sia per l’ascolto da cameretta che per i dj più attenti ai percorsi emotivi. Come nell’esordio del 2015, l’album si concentra su quel concentrato urban di grime, bass music, breakbeat e ripresa della jungle, in voga nei circuiti underground britannici. In Pull Up, ad esempio, la producer anglo-nipponica chiama a raccolta due icone femminili dell’hip-hop contemporaneo come Young M.A e Gangsta Boo dei Three 6 Mafia per un narcotico pezzo tra grime e rap; Gangsta Boo torna più avanti in scaletta con Ridin’ Solo, episodio che ondeggia su bassi stridenti e andamento in serpentina. E ancora buie immersioni notturne a base di rap in Dash dove funziona l’accostamento tra le note thriller e il flow minaccioso di CHA$EY JON£S – che si risente, con poche differenze, in Fuck Fame – e i vocal angelici e deep della stessa Maya. È immersivo nelle sensazioni, ma non privo di potenza sulle basse frequenze (Possessed, banger tra bass music e breakbeat con Peaches).
Al di là dalle metriche hip-hop e derivati che, pur senza featuring, ritroviamo in altri punti della scaletta, Full Circle si muove dalle parti della canzone elettronica in stile Caribou e Moderat come in Gravity – con la delicatezza vocale di RY X, i ritmi lenti e spezzati e i synth atmosferici – o in Closed Eyes (feat Thomas Knights) e Something About the Drama (feat Chelou), brani che portano delicatezza, introspezione e vocalità trip hop su tappeti 2-step a là Burial.
Nonostante l’eterogeneità dei generi proposti, Full Circle mantiene una sua coerenza di fondo grazie ad eleganti atmosfere fumose e ipnotiche. Niente che faccia cadere dalla sedia chi normalmente è orientato su altri lidi cantautorali-elettronici, eppure un conturbante ascolto notturno, sia fuori che dentro il club.
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