Recensioni

7.2

Dopo aver accumulato copertine e riconoscimenti a non finire (ultimo in ordine temporale il dj award come best newcomer) la reginetta del clubbing UK conquista il palco Dj-Kicks, e per la storica serie !K7 è una bella ventata di freschezza. Perché Maya Jane Coles è una giovane, che mixa e compone con l’eclettismo ingegnoso di ogni ventenne che si rispetti (londinese per giunta), che si approccia al djing libera da complessi di inferiorità storici e con l’entusiasmo della scoperta della novità (ha dichiarato che all’inizio odiava la house e che ha iniziato ad appassionarsi solo in un secondo momento), che non smette di spaziare e approfondire i suoi colpi nei suoi vari progetti, quello ufficiale e le produzioni alternative come Nocturnal Sunshine e She Is Danger.

Il tocco femminile è ben presente e la scelta della tracklist sa far emergere quella leggiadria propria del gentil sesso, ad esempio quando tra Chasing Kurt e il Larse di Karoo vengono fuori morbidi e aggrazziati i 4/4 deep più sensuali che potesse offrirci, o quando nel bel mezzo della pista arriva a sorpresa la pausa di pianoforte firmata Adam Stacks, delicato ad accompagnare l’elegantissima acid del Domyan remix di All Alone nell’esotismo house di Hey Love. Il tutto ovviamente alternato alle dovute fasi più convinte che meglio rispondono alla grinta di Maya, dunque maggior vigore techno col Marcel Dettmann di Translation Two (è ufficiale: il più amato dalle donne), il nostro Roberto Baldini zoomato da Muteoscillator o i Virgo Four remixati da Caribou, ma sempre senza forzare la mano, mantenendo saldo un sentore dance che deve avvolgere e mai invadere.

Un Dj-Kicks perfettamente in linea coi tempi, fatto di tracce tutte recentissime e di diversi nomi nuovi. Come quel Gerry Read in piena scalata alle gerarchie UK house (nel Youandewan Remix di Roomland) o il nuovo nato post-dubstep Last Magpie (No More Stories, non poteva esserci migliore presentazione). Nei continui passaggi tra deep- e tech-house la Coles ci si infila due volte in esclusiva, prima con una Not Listening di vivacità 100% London che non si spaventa a complicare gli schemi house (purché ci si diverta) e poi come Nocturnal Sunshine in Meant To Be a mostrare il suo dubstep, classico ma che tiene comunque il polso della danceability. Ci aggiungi gli U.S.A. professionistici di Kris Wadsworth (rivisto da Jimmy Edgar in Mainline), la Rinse di T. Williams e un leader della new generation come Claro Intelecto e il cerchio delle sfumature si chiude, 22 tracce di divertimento unisex, senza eccessi né sensi di colpa. Chi si aspettava qualcosa in più, semplicemente non la merita.

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