Recensioni

“Cerchi” che partono con una Into Nowhere costruita su un basso rotondo in stile Love’s In The Air, su arpeggi soffici di chitarra, su armonie vocali di scuola beachboysiana e sull’immaginario psichedelico suggerito dai tremolo dei suoni, per poi esplodere nell’irresistibile pop West Coast di Spring Burns: bastano due brani per farsi raccontare il terzo disco dei News For Lulu e per capirne la grandezza. Sì, perché se da un lato è vero che i Nostri sintetizzano in questa sede un certo scibile rock americano Seventies ben targetizzabile, è vero anche che quel che esce fuori è infine materiale brillante, personale e significativo.
Come dei Crosby, Stills & Nash in Technicolor, i ragazzi riescono nell’impresa di strattonare l’immaginario di cui si diceva (citiamo riferimenti random: Neil Young, Fleetwood Mac, Eagles, qualcosa dei Quicksilver Messenger Service in certi solo, ma anche un’attitudine “lisergica” aliena che ha più a che vedere con gente come Flaming Lips o Animal Collective), innestando al suo interno certi tempi balbettanti rubati al passato “post-rock” di Ten Little White Monsters (Eagles, ma anche Say Hello With A Wave e New Year’s Eve), giocando egregiamente tra costruzione della tensione, orecchiabilità e code strumentali (la splendida Rain), o richiamando illustri punti di riferimento (i Wilco suggeriti da Follow And Run, già frequentati ai tempi dei They Know, o magari certi Spoon mimati dagli arrangiamenti di brani come Flowers in the Oven).
A parte la cura riservata alle registrazioni – portate a termine da Ben Brodin (Mynabirds, Bright Eyes) a Omaha, in Nebraska, con il mastering di Joe Lambert (già al lavoro con Deerhunter, Animal Collective, The National) – e al suono in generale, a colpire è una scrittura puntigliosa ed efficace, vogliosa ma non invadente, capace di prendere direttive inaspettate senza rinunciare a una vena pop(rock) di fondo. La si coglie nei contrappunti ariosi ma creativi della ricchissima strumentazione messa in campo (a parte l’asse chitarra-basso-batteria, citiamo timpano, Fender Rhodes, organo, vibrafono, clarinetto, sax alto e tenore), nell’intrico armonioso delle voci – partecipano anche Laura Burhen (Mynabirds, Postal Service) e Orenda Fink (Azure Ray) – e nel magico equilibrio dei suoni. Oltre che in un passatismo solo apparente, che alla fine finisce per avere il sapore della modernità.
Disco da ascoltare con la dovuta calma. Del resto, con tre uscite in sei anni, il messaggio dei News For Lulu è ben chiaro: peel slowly and see. Noi raccogliamo la sfida senza remore, posizionando con cura Circles tra i migliori album del 2014.
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