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7.4

Una escursione notturna nel passato atavico della Sardegna, tra richiami più o meno evidenti a paganesimo, esoterismo, occultismo e alterità. In buona sostanza Rebirth Invocations, primo passo a nome MS Miroslaw – sigla dietro cui si cela uno degli esponenti di punta del giro Trasponsonic, ossia Mirko Santoru, già negli ottimi Hermetic Brotherhood Of Lux-Or – è la colonna sonora ideale per un film senza tempo su quella che è a tutti gli effetti la nostra Atlantide.

Utilizzando tutto l’armamentario di riferimento – diciamo grey area nelle sue forme più esoteriche e possedute – MS Miroslaw dispone sul tavolo una ricognizione a tutto tondo sull’arcano dei propri luoghi di nascita e lo fa affidandosi ad una ritualità ossessiva, ancestrale e cullante. Non c’è, infatti, senso di minaccia, tantomeno plumbee ambientazioni: c’è invece una sorta di rendition delle atmosfere senza tempo di un luogo al quale MS Miroslaw, e prima ancora gli HBoL, hanno dimostrato di portare rispetto.

Non è dunque casuale la scelta di registrare l’album in una grotta, così come quella di far sgorgare molti dei suoni qui compresi da un teschio di cavallo opportunamente trattato e modificato. C’è un senso di appartenenza evidente e fortissimo che traina il lavoro verso lande che diremmo da etno-antropologia applicata, se non fosse così evidente il lavorio di reinterpretazione e ripensamento attuato da Santoru attraverso le colate industrial con cui si ricopre il tutto.

La lunga (e)stasi di Through Imbertighe (Tomb Of The Giants) rievoca visioni di lande desolate e pianori da preghiera rituale, le sovrapposizioni vocali di Jumis (Calls The Dyonisian Orgy) rimandano a riti ancestrali di appartenenza alla terra o a pagane preghiere da innalzare agli dei, il tribalismo rituale dell’epica …And The Golden Horse’s Sacrifice costruisce un ponte spazio-temporale tra risacca industriale e primitivismo materico. È però il senso del tutto a lasciare a bocca aperta, di fronte a un monolite notturno ed evocativo paragonabile ad alcuni momenti altissimi nella storia delle musiche d’area grigia. In poche parole, la Sardegna è grande e MS Miroslaw il suo sciamano.

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