Recensioni

Fa piacere sapere che in giro c’è ancora gente che ha ben chiaro cosa sia un suono sincopato – su disco, ma anche dal vivo. Quello che i jazzisti chiamano comunemente swing (non lo stile musicale, ma il mood) e che nel caso dei Moro & The Silent Revolution di High&Slow potrebbe essere un bel groove spalmato su certi Violent Femmes delle origini (ad esempio, nella cover trasfigurata della coheniana Sisters Of Mercy) e sulla solita – si fa per dire – attitudine folk-pop british che ormai abbiamo imparato a riconoscere nei dischi di Massimiliano Morini e Co.. Anche se qui tutto è più “high” del solito, in una prima parte di album in cui la chitarra elettrica spinosa di Lorenzo Gasperoni macina slide guitar e riff che vanno a braccetto con le ricercate armonie dei brani (ottima la Ready Steady Go che apre il disco con i Kinks a tenere la barra dritta, come del resto una Deputy Brother in cui sbrilluccicano i Beatles), ma anche più “slow”, come testimonia una seconda parte così battezzata e in condivisione con Franco Naddei (Francobeat) in cui spuntano l’elettronica e un approccio più riflessivo (pregevoli i controtempi tra Notwist e Police di Homegrown, ma anche la psichedelia sintetica di All The Stars).
Tesi e antitesi, insomma: e la sintesi? C’è anche quella e si chiama & Silent, in un album che conta ben 23 tracce. Anche se, più che di sintesi, dovremmo parlare di “epilogo”, vista una successione di brani praticamente strumentali in cui convivono chitarre acustiche ed elettriche a bassa fedeltà. Si riprende fiato dopo un disco che conferma ancora una volta il pedigree che Morini può vantare quando si tratta di scrivere canzoni cesellate ma di impatto immediato, e che offre anche curiose e sorprendenti (soprattutto per chi già conosce la produzione di Moro & The Silent Revolution) escursioni fuori dal seminato.
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